Business Club MilanIn - Presenta Te Stesso: Myriam Callegarin si Presenta ai Soci
Ieri era lunedi', e come ogni lunedi', la sera, c'e' stato il classico Presenta Te Stesso (prima o poi dovro' presentarmi io, ma ormai se ne parla non prima di febbraio).
Ieri sera e' toccato a Myriam Callegarin, la cui vita si contraddistingue per un elevato tasso di nomadismo (ha lavorato tantissimo all'estero) e per il fatto di basare la sua attivita' lavorativa sulle connessioni sociali.
Ci ha raccontato la storia della sua vita, puntando molto sulla sua preferenza a lavorare con aziende estere (e trovando l'appoggio di numerose persone presenti in platea) e sul suo "caso di successo" nella questione networking lavorativo.
E' stato senza dubbio interessante scoprire che qualcuno ce l'ha fatta a lavorare con altri senza per questo aprire una societa' con loro, semplicemente creando una rete di consulenti, ognuno con le sue proprie specializzazioni, in modo da poter coprire le esigenze dei clienti.
Un po' quello che vorrei riuscire a fare io (e che in certi casi, per certi progetti, faccio gia'), ma rincuora davvero sapere che e' possibile.
Perche' se ce l'ha fatta una persona, possono farcela anche altre, e quindi posso farcela io.
Le presenze all'evento di ieri sera erano piuttosto numerose, e l'occasione di scambiare quattro chiacchiere ed opinioni con i presenti c'e' stata (c'e' sempre).
Soprattutto c'e' stata la figuraccia (immancabile, se si tratta di me...) di uscirmene con una domanda tipo: "ma quanto fa schifo Vista?" davanti ad uno di Microsoft, che per fortuna sembra non essersela presa, dato che poi ha dimostrato interesse nella mia attivita' (e ha chiesto l'indirizzo del blog, cosa che non so se sia da prendere in modo positivo o negativo, data la mia uscita su Windows Vista...)
Il prossimo appuntamento sara' per Lunedi' 10 Dicembre, solo che invece del consueto aperitivo ci sara' una cena.
Maggiori informazioni in agenda.






La difficoltà di trovare e mantenere delle buone collaborazioni..
Per quali motivi è difficile:
il primo è la mancanza di fiducia reciproca a differenza del mondo anglosassone dove se io non dimostro palesemente di volerti fregare c'è in genere un clima di fiducia (cultura protestante..)..
Incertezze e farraginosità dal punto di vista contrattuale, amministrativo, fiscale (sempre a differenza di USA e UK..) chi fa le fatture, chi fattura chi o cosa, chi gestisce il cliente, etc..
Tendenza da parte dei clienti a volersi affidare a consulenti con presenza "fisica" tipo grosso ufficio, grossa società, molta esteriorità che non sempre corrisponde alla sostanza.. Molti clienti non riceverebbero nemmeno un gruppo di consulenti da BarCamp a meno che non sfoggino improbabili cravatte..
Tendenza da parte dei professionisti italiani ad "accasarsi", tutte le volte che ho cercato qualcuno le uniche domande che mi sono state rivolte erano su contratti e retribuzioni..
Tutto questo mentre Luca Sartoni ha pensato di emigrare a Londra.. Grande Luca..
Il problema è anche che magari in platea erano tutti daccordo sull'impostazione mai poi nessuno lo fa ed in realtà se non hai capitali, la collaborazione è l'unica strada, ci mettiamo in sei e ci compriamo un XServe e rivendiamo servizi, una persona sola capitali non lo può fare mentre in sei senza capitali si fa..
Potrei continuare ma il cliente aspetta...
Francesco
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"Orsù Messer Bertuccio, la giornata ha ben ventiquattro ore, non dite mai che non avete tempo.."
.. Edmond Dantes , Conte di Montecristo
Beh anche io vorrei mettermi in proprio e lavorare a consulenze o fare telelavoro, ma qui in italia è una mentalità non molto ben vista (magari i capi pensano che se sei a casa non lavori o comunque preferiscono vederti fisicamente)...
Vediamo se si riesce a prendere una mentalità più anglosassone... o se mi trasferisco io in canada
Ciao a tutti, ormai è un piacere frequentare il Blog di Elena... e leggere cosa scrive sui nostri Lunedì.
Voglio dire una cosa agli amici che lamentano (giustamente) le difficoltà a lavorare in modo moderno in questo paese: dateci una mano a cambiarlo.
Entrambi i post precedenti, se pur con toni diversi, mettono l'accento sulla positività di una certa 'cultura anglosassone', positività sulla quale concordo certamente.
A parere mio il nostro peccato originale è il rapporto con il denaro e soprattutto con la ricchezza. In gran parte della nostra cultura il ricco è purtroppo visto come colui che in qualche modo ha rubato qualcosa alla società, mentre generalmente nella cultura anglosassone non è così. Il ricco è colui che ha ricevuto un premio per essere stato più bravo.
Da questa piccolo seme culturale, che vede il denaro come premio e non come peccato, nasce buona parte della cultura di impresa attribuita al mondo anglosassone.
Sembra incredibile... il 90% degli italiani pensa (purtroppo) che chi è ricco o benestante, in qualche modo abbia rubato qualcosa... pensate un po' con questa mentalità come faremo a far correre questo paese. Come facciamo a far rischiare chi investe, a far aprire nuove imprese, a dare speranza a chi vuol fare di più... se è la società stessa a guardare con sospetto chi ce la fa? (uno su 1000)...
Paliamo di lobby? Nella cultura anglosassone la parola lobby è sinonimo di democrazia, anzi, le lobby rendono la società più rappresentata e quindi più democratica.
Perchè noi guardiamo con sospetto ogni forma di lobbismo?
Cambiamo questa cultura e ripartiremo. Tutti. ;)
Facendo le cose per bene e dimostrando sul terreno che è possibile se non essere ricchi, trarre grosse soddisfazioni sia professionali che economiche dal proprio lavoro...
Sempre a patto che esistano le condizioni per poterlo fare..
In Italia queste condizioni non ci sono, vi prego di leggere questo aticolo strappalacrime sulla condizione dei ricercatori del CNR
http://tinyurl.com/2xdy6v
Quindi visto che chi è qualificatissimo fa la fame, è evidente che si pensi che chi fa soldi ruba visto che una laurea ed un dottorato non bastano a mettere insieme due pasti al giorno..
E se qui tutte le mattine che ti svegli la prima sensazione che provi è l'umiliazione, forse è meglio cambiare aria..
Il bello è che tutti noi con il lavoro che facciamo ci siamo svincolati da un logo fisico..
Basta un tuo server da qualche parte, un account Google ed uno PayPal, una Carta di Credito e puoi essere in cielo in terra ed in ogni luogo a patto che il tuo cellulare abbia il roaming giusto ma se proprio vuoi essere esotico puoi noleggiare un satellitare...
In realtà basta la volontà e poi possiamo essere tutti delle Mary poppins 2.0..
Per cui tutti questi begli incontri come MilanIn si concludono tutti con la constatazione che non c'è nessuno che alla fine metta i quattrini per fare qualcosa e con le solite invettive contro l'italia..
Ergo alla fine si gira sempre in tondo...
MI piacerebbe per una volta sentire qualcun altro che proponga qualcosa come alternativa..
Francesco
P.S. Io mi sono quasi stancato di farlo..
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"Orsù Messer Bertuccio, la giornata ha ben ventiquattro ore, non dite mai che non avete tempo.."
.. Edmond Dantes , Conte di Montecristo
E' tratto pari pari da studi grafici svolti per un concorso per loghi di Comune e nettezza urbana di Milano svoltosi circa 20 anni fa e pubblicato su numerose riviste di settore....
Solo che allora le barre verticali che rappresentavano il Duomo erano rettangolari ed ora sono a forma di fiamma, per il resto non ci si è inventati nulla di nuovo..
Chissà come hanno fatto a ripescarlo visto che era una cosa per pochi e se non lo hanno ripescato ma è originale vuol dire che le idee sono poche e ripetitive..
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"Orsù Messer Bertuccio, la giornata ha ben ventiquattro ore, non dite mai che non avete tempo.."
.. Edmond Dantes , Conte di Montecristo
Francesco,
una precisazione: il logo Milan IN rappresenta il Duomo di Milano... lo abbiamo fatto realizzare da un grafico pubblicitario.
Non potevamo reinventarci il Duomo!
Pier