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Dipendenti, Collaboratori e Blog Personali
Johnnie pone ai suoi lettori questa domanda:
‘ma il tuo capo…lo sa che hai un blog? se sì, ti ha mai fatto storie?’
Avendo un blog da quattro anni, posso dire che la risposta a queste domande e' complessa.
Chi mi ha convinta ad aprire un blog sicuramente sapeva che ce l'avevo e non ne era per nulla dispiaciuto (che io sappia mi leggono ancora adesso).
Da loro tra l'altro avevo tutt'altra mansione (sysadmin), ma quello non c'entra.
Non sono stati i miei unici datori di lavoro a sapere che avevo un blog, pero', e con gli altri non e' andata altrettanto "di lusso".
La cosa piu' frequente che capita e' che il datore di lavoro utilizzi il tuo blog per controllare cosa fai (e cosa pensi), sia durante l'orario di lavoro (se pubblichi qualcosa che magari hai in bozza da una settimana s'incazza perche' pensa che tu lo abbia scritto in uffico invece di lavorare), sia al di fuori (c'e' chi mi ha fatto storie perche' un giorno non ero al lavoro ma ho postato lo stesso).
Insomma, non tutti i datori di lavoro sono propensi ad accettare che i loro dipendenti abbiano un blog, almeno nel settore sviluppo/sistemi.
Anzi, per quello che e' la mia esperienza (che magari sono solo sfigata io), la maggior parte ha un atteggiamento sospettoso e quasi ostile nei confronti di chi, nel tempo libero, esprime le proprie opinioni attraverso uno spazio web.
Posso anche capirne le ragioni:
C'e' la paura che il dipendente o il collaboratore parli male del datore di lavoro, dei clienti, dei colleghi...
O che magari si lasci sfuggire qualche informazione che dovrebbe essere "confidenziale" e quindi non divulgata.
E' vero che non tutti sono cosi', ma e' anche vero che rischiare la propria liberta' di espressione in Rete in nome di una sorta di "evangelizzazione" non e' una cosa che tutti sono pronti a fare, con il rischio che il "capo" passi dal nostro blog ogni giorno o quasi per "controllarli" e per poi approfittare di ogni minima ragione piu' o meno valida per fare menate al lavoratore...
Sicuramente manca della "cultura" nelle aziende, ma non sono cosi' convinta che debba essere il "normale dipendente" (magari neo-assunto) ad "evangelizzare" il datore di lavoro...
(sono pessimista, lo so, ma le mie esperienze in questi quattro anni non sono sempre state positive...)
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Dal punto di vista lavorativo ho poca esperienza (ho appena inziato lunedì scorso!) quindi non saprei dire molto (anche se al colloquio mi hanno chiesto info sul blog dato che l'avevo inserito nel cv ;) ). Cmq credo che tutto sta nell'intelligenza dell'autore più che di chi ti assume. Ovvio che vale il ragionamento "il blog è mio e ci scrivo quello che voglio" però vale anche il buonsenso; è controproducente parlar male del posto in cui si lavora specialmente se indichi nome della società o dei tizi. Le critiche costruttive vanno bene ma quelle puramente offensive credo che non abbiamo mai fatto bene a nessuno!
Così come la divulgazione delle informazioni aziendali dovrebbe essere oculata. Se poi sappiamo che il nostro "capo" ci cura sul nostro sito forse è il caso di stare attenti, non dico autocensurarsi, ma almeno non fare riferimenti troppo espliciti o termini offensivi; nella peggiore ipotesi meglio essere chiari col capo e parlare della tua attività preferita :D prima che ti dica che blogghi anziche lavorare e così via...
In fin dei conti il blog è uno strumento di comunicazione aperto a tutti, volendo lo si può anche considerare di massa, dato che il pubblico raggiungibile è teoricamente ampio, tendente all'infinito :) . Da qui nasce un senso di responsabilità verso tutti e verso te stesso altrimenti ti dai la martellata sui piedi...
Ciao
Nel mio caso specifico, non ho mai nominato il mio posto di lavoro in quattro anni (scaramanzia), benche' sapessero tutti che avevo il blog.
Il problema e' uscito un paio di volte in caso di malattia mia per cui ero rimasta a casa ma avevo postato (con la febbre magari non esco, ma dal letto mi alzo e il computer lo accendo) e un altro paio di volte in cui ho pubblicato una bozza dall'ufficio...
Diciamo che la tendenza a farsi i fatti del dipendente tramite il blog e poi a farglielo notare (ovviamente non in modo civile) ogni tanto c'e'...