Il Lavoro Uccide... Forse

 

Il Lavoro Uccide... Forse

Posted by DElyMyth on Sun, 2007-08-19 12:55 in

Ebbene si, il lavoro puo' uccidere, almeno in un certo senso.
Se infatti andate a leggere questo articolo, potreste riconoscervi nel "personaggio", come me.
Per anni ho detto che si lavora solo in ufficio, in orario d'ufficio...
Ma, alla fine, son sempre ricaduta, almeno parzialmente, nel lavoro in proprio, quello, per intenderci, che mi ha portata, qualche sera fa, a stare qui fino all'una e mezza (di notte, si) a migrare database da un server all'altro.
E quello che, l'anno scorso, mi portava a non distinguere tra orari di lavoro e orari di non lavoro, giorni infrasettimanali e fine settimana.
Per finire, quello che sto rifacendo.

Infatti, questa "malattia" si applica piu' ai freelance (o ai dirigenti) che non ai semplici dipendenti o ai consulenti permanentemente stanziati da clienti.
Quando lavorate in proprio infatti rischiate sempre di piu' di trovarvi, quando state cazzeggiando amabilmente (magari in compagnia della vostra "dolce meta'" - se ce l'avete), a pensare a come risolvere quel problema su quel server (ad esempio).
E magari, se proprio siete conciati male, vi alzate dal divano, arraffate il portatile, e sistemate il "casino".

Ora, io ricordo, anni e anni fa, un mio collega.
Considerato un guru dai piu', uno che spendeva capitali alla Hoepli, con cadenza anche abbastanza regolare.
Ogni tanto arrivava in ufficio con il trolley, la valigia per intenderci...
E dentro c'era manualistica.
Lavorava quando voleva, a qualunque ora del giorno e della notte...
Un mito per noi "giovincelli" (oh, era il 2000).
Ma un giorno ci e' stata presentata (da un collega piu' "anziano") la triste verita'.
Colui era sposato.
Era.
Stava divorziando infatti.

Evidentemente il fatto che lui si mettesse a lavorare in qualunque momento, riempisse la casa di manuali (che si studiava pure, tra l'altro...), e quindi dedicasse meno tempo alla famiglia, ha fatto girare i coglioni alla moglie.
A ragione, credo.
Ma quello era il 2000.
Oggi siamo nel 2007.
E ho giusto ripreso la "brutta strada".
Il lavoro in proprio, con clienti per cui sono reperibile 24/7.
VersioneBeta, che mi intervistera' di nuovo lunedi' sera (si prevede altro giro in Streaming, con tanto di fuori onda fino alle 23 (se si fara' come spero, perche' lunedi' scorso e' stato uno spasso).

Insomma...
Vediamo il "potenziale rischio".
Al di la' del fare lavori "grossi" per clienti nei fine settimana o di notte (non puoi fermare servizi in produzione di giorno, dopotutto), il lunedi' sera se non sono in radio sono comunque incollata alla webcam a sentire la radio.
E questo, per certi versi, potrebbe andare poco d'accordo con una famiglia.
Potrebbe, perche' in effetti, come sopravvive (sposato da 18 anni) l'autore di questo articolo, potrei farcela anche io.

...
Ammesso e non concesso che io trovi un santo martire che sopporti:
- Che io resti connessa praticamente 24/7
- Che io il lunedi' sera abbia un impegno anche se non ho un impegno, tanto per far presenza con amici/colleghi/collaboratori
- Che io, ogni tanto, il sabato sera intorno alle 23, dichiari con somma convinzione: "Ok, devo iniziare un lavoro, verro' a dormire verso le 3 spero, quindi domattina non fare troppo casino quando ti alzi..."
- Che io, talvolta, mi trovi a dire: "Non spegnere il computer che sto facendo un trasferimento di qualche Gb di dati da un server all'altro e andra' avanti tutta la notte!"
- Che io, talvolta, passi una settimana a pensare ad un intervento e a delle slides per un BarCamp (o per altro...)

Oh, certo, alcune cose si possono ridurre (BarCamp, radio quando non "tocca a me", tagliare i fuori onda...), ma altre sono molto meno "riducibili", ovvero gli interventi da clienti, che vanno comunque fatti in orari di poco traffico e quindi sono ottimi candidati per una notte tra sabato e domenica.

Sara' che sono cambiati i tempi...
Sara' che e' cambiato il mondo del lavoro...
Ma e' vero, alla fine direi che il lavoro puo' uccidere.
Di sicuro, almeno nel mio settore, il lavoro e' terribilmente logorante.
E a questo proposito seguira' un altro post, che questo e' gia' stato sufficientemente lungo.

[via DZone]


Comment viewing options
Select your preferred way to display the comments and click "Save settings" to activate your changes.
Re: Il Lavoro Uccide... Forse

Ciao, visto da fuori può sembrare che il lavoro che fai sia veramente stressante soprattutto dal punto di vista della mancanza di orari prefissati e della tua reperibilità. Ok, ma visto dalla tua parte credo che se fai questo lavoro vuol dire che nel bene o nel male ti piace quello che fai o almeno lo trovi stimolante, e poi se lavori in proprio lo avrai fatto per tua scelta, perché hai delle ambizioni e sei cosciente alle responsabilità a cui vai incontro lavorando in proprio. Fossi in te cercherei di trovare il buono in quello che fai, di trovare le soddisfazioni nel tuo impegno quotidiano, insomma guarda la cosa da un'altra prospettiva. Certo che alla fine si trascura l'aspetto sociale/affettivo/familiare: è una questione di capire le proprie priorità in relazione agli obiettivi che si hanno.
Cmq, io non posso aggiungere tanto altro dato che devo ancora terminare gli studi e al mondo del lavoro ci arriverò fra un annetto se tutto va bene...
E come dicono Dose e Presta nella trasmissione il ruggito del consiglio (radio2) "...Stai su!!!" :D

Posted by Paso (not verified) on Sun, 2007-08-19 16:01
Re: Il Lavoro Uccide... Forse

E' solo che ogni tanto penso che passare la domenica sera su gtalk con un cliente per capire quali siano i problemi di un plugin di movable type non sia proprio esaltante :P
Insomma, metti non vivessi con i miei, o non vivessi da sola, ma con "qualcuno", e magari avessi uno o piu' figli...

E' vero che lavorando principalmente a casa sarei piu' presente che magari altre persone, pero' il mio cellulare potrebbe suonare (sfiga volesse) la sera di capodanno :(

(che poi, magari, in quel caso lo spengo eh...)

DElyMyth's picture
Posted by DElyMyth on Sun, 2007-08-19 20:57
Re: Il Lavoro Uccide... Forse

Il lavoro può uccidere soprattutto le relazioni sentimentali. Il fatto è che si deve essere inflessibili con se stessi e staccare, ritagliarsi degli orari in cui non si lavora e si pensa creativamente ad altro, si sta con il proprio compagno/a, figli , amici. Altrimenti la nostra vita sarà povera, poverissima.

Posted by S.B. (not verified) on Sun, 2007-08-19 18:18
Re: Il Lavoro Uccide... Forse

Non ho intenzione di diventare completamente schiava del computer, di internet, del lavoro...
Quello mai.
Prima viene comunque la vita privata...

Il problema, ripeto, arriva quando passi la sera in chat con i clienti oppure ti suona il telefono in orari non esattamente "consoni" (esempio: le tre di notte) perche' un server ha deciso che era giunta la sua ora :P

DElyMyth's picture
Posted by DElyMyth on Sun, 2007-08-19 20:59
Re: Il Lavoro Uccide... Forse

Se lavorare non è una scelta ma una necessità, si scegli il minore dei mali..
e il minore dei mali è proprio farlo per conto proprio (considerando guadagni, tempi e modi).

Posted by bobd (not verified) on Sun, 2007-08-19 20:33
Re: Il Lavoro Uccide... Forse

Oddio, c'e' anche da considerare che questo lavoro mi piace, paga degnamente, e in proporzione lavoro meno che con un lavoro fisso (a tariffa oraria guadagno di piu', poi in totale lavoro troppo meno, per ora, quindi da settembre cerchero' di allargare la "base clienti" di un bel po').

Oh, se non altro sono davvero artefice del mio destino :)

DElyMyth's picture
Posted by DElyMyth on Sun, 2007-08-19 21:01
Re: Il Lavoro Uccide... Forse

Semplice, non passarla la serata con i clienti su gchat ! :-D Se io mi mettessi su Gmail ora, appena tornato dalle ferie, sarei ASSALITO dai clienti ! :-)

Posted by S.B. (not verified) on Sun, 2007-08-19 22:09
Re: Il Lavoro Uccide... Forse

Eh, ma lavoro da casa, in proprio...
Gli do reperibilita' 24/7, siamo in migrazione...
E ovviamente ci son casini, senno' non ci sarebbe nemmeno gusto :|

DElyMyth's picture
Posted by DElyMyth on Sun, 2007-08-19 22:51
Re: Il Lavoro Uccide... Forse

Potresti anche avere ragione, ma i casi sono sempre personali. Avessi un lui, stai tranquilla che dopo un po di tempo (molto tempo) e la voglia di restare insieme si trova un equilibrio.
Io dopo la convivenza ho incominciato ad andare a letto tardi, la mia compagna non se lo può permettere per questioni lavorative, all'inizio ha storto il naso, poi lo ha accettato. E' solo una questione di equilibrio e soprattutto di voglia di venirsi incontro reciprocamente. E' chiaro che non puoi trovare un uomo che ha la necessità di passare tantissimo tempo insieme e che non vuole essere trascurato.

Posted by keper (not verified) on Mon, 2007-08-20 10:04
Re: Il Lavoro Uccide... Forse

Hola.
Interessante la discussione, ma mi porta ad una sostanziale delusione di quella che è la tua capacità come consulente.
"Adattarsi e raggiungere lo scopo" ? mmmmm, no forse è meglio "flessibilità ad ogni costo".
Visto che ci sonociamo da tempo ti dico che anche io ho passato la mia "separazione".
Fortunatamente niente di burocratico (nessun matrimonio) ma una splendida bambina che ora sta con la sua mamma. Contemporaneamente ho conosciuto una ragazza "informatica" che non si lamenta più se rimango al pc la sera tardi (veramente sono io a lamentarmi del fatto che lei ci rimane), lavoriamo entrambi nello stesso ramo e litighiamo per chi ha ragione su come funziona il Tcp/Ip.
Il resto è tutta flessibilità da applicare proprio come per un consulente.
Ti chiamano la notte ? Metti su una bella segreteria fatta come si deve (con la tua voce, non quelle cose che non sai se hai chiamato il numero giusto...).
Lavori il weekend ? Cerca di ritagliare qualcosa durante la settimana o tieniti libera la sera (sempre con la famosa segreteria).
Il lunedì sei con i colleghi ? Niente di meglio di ua persona che fa il tuo mestiere per poter espandere il proprio Social Networking con i colleghi di lui per una volta.
E non tutti gli eventi informatici vanno fatti davanti ad un pc. A volte si può andare insieme alle fiere o ai seminari.
Non devi "combattere" le tue inclinazioni a stare davanti al pc, ma semplicemente mettere in piedi dei "workaround".

Ci vuole un 50% di fortuna e un 50% di capacità di cogliere l'attimo.
Poi, se entrambi lo vorrete, entrambi saprete come levare l'altro dalla tastiera con un pò di pazienza.

Ah, ultima cosa.
Non dovremmo essere troppo schiavi dell'opinione altrui (io lo sono tantissimo, ma ci rifletto). Se io dico "ho passato la serata davanti al pc" e mi senti dire "che triste", personalmente penso a tutti quelli che invece devono fuggire per il weekend per poter dire "che bel fine settimana". Non è triste anche dover fuggire da casa per sentirsi vivi ? Sono solo punti di vista. Quello che conta è il proprio benessere, non l'uniformarsi a quello che gi altri considerano "piacevole da vivere".

Ps: la sera di capodanno, se qualcuno fa squillare il tuo cellulare per lavoro, significa che anche lui sta lavorando....

Posted by Anonymous Coward (SirPsychoSexy) (not verified) on Tue, 2007-08-28 17:41
Post new comment
The content of this field is kept private and will not be shown publicly.
  • Allowed HTML tags: <a> <em> <strong> <cite> <code> <ul> <ol> <li> <dl> <dt> <dd> <br> <p>
  • Lines and paragraphs break automatically.
  • Web page addresses and e-mail addresses turn into links automatically.

More information about formatting options

CAPTCHA
This question is for testing whether you are a human visitor and to prevent automated spam submissions.