WaveCamp - Il Viaggio

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E finalmente giunsero a Firenze (qualche ora fa, direi, anche perche' senno' sarebbe ben grave...)!
Tra partenza e viaggio oserei dire che le mie previsioni di questa mattina sono state da un lato ottimistiche, dall'altro pessimistiche (ovvio, sia mai che io azzecchi qualcosa anche solo per sbaglio...).
Ma veniamo ai dettagli.

La dipartita dall'ufficio
La previsione ci dava per partenti alle 12:00, e abbiamo anche rischiato (?) di farcela, non fosse che, proprio nel mentre che infilavamo la Santa Porta, siamo stati trattenuti per delucidazioni varie ed eventuali su server e servizi di nostra gestione...
In cinque minuti ce la siamo cavata, ma la "spesa" ci ha preso un'altra buona fetta di tempo, con me (tanto per cambiare) dispersa (nell'ordine):
- In una rotatoria (due giri per un parcheggio dove ci stava un TIR)
- Nel supermercato (che per prendere sei bottiglie d'acqua e due scatole di Grisbi' mi sono persa due volte)
E anche qui, si vive ancora...
Ma ci mancava la tappa da casa (era sulla strada), perche' ogni santa volta che parto mi dimentico qualcosa (una fissa, non mi passera' mai).
Ora stimata: 12:00
Ora effettiva: 12:45
(e ci e' ancora andata bene, conoscendo me poteva andare infinitamente peggio)

Uscire da Milano, in Ora di Punta
Il secondo scoglio da attraversare e' stata l'uscita da Milano.
E se io ho dimostrato di orientarmi davvero in modo pessimo (lasciamo perdere, i colleghi avrebbero da raccontarne parecchie di questa mattina), il Socio ha subito dimostrato di capire come gira il mondo: ha estratto il GPS (io ce l'ho sul telefono da una vita ma e' da un po' che lo snobbo, vabbe'...).
Una telefonata a "Santa Mammma" mi ha fatto comprendere che:
- Il mio senso dell'orientamento fa acqua da tutte le parti
- Il Socio aveva (tanto per cambiare) ragione (un giorno riusciro' a dargli torto, e faro' festa, giuro!)
Ad ogni modo, nonostante tutto, uscire da Milano e' stato un incubo, ma anche quella era preventivata, e la Milanese nevrotica al volante in cui mi so trasformare ci ha portati sani e salvi (?) in direzione Famagosta.

Autostrada, e se guido io, le tappe si sprecano
Ok, in autostrada, 300km da fare, cosa volete che siano?
Si tira dritto con singola tappa pranzo/benzina, e si vede di smazzarsi in fretta tutto il casino, specie per l'incubo "appenninica", 70km a due corsie con i camion in un giorno in cui la gente non ha nulla di meglio da fare che andare in ferie (ma lavorare anche loro no eh?).
E se la previsione dava una o al massimo due tappe, ecco la dura realta':

Tappa 1: Pranzo + Benzina
L'unica veramente prevista, con un'insalata che la prossima volta la colgo io dai campi e magari e' anche piu' buona.

Tappa 2: Cappuccino?
La prima tappa ci ha visti trovare mezzo mondo all'Autogrill, e ho rinunciato al caffe' (il Socio non lo beve), ma una mezz'oretta dopo mi sono dovuta fermare, per un cappuccino (in autostrada viaggio a cappuccini io) e gia' che c'ero per andare in bagno, cosi' poi si sarebbe tirato dritto.

Tappa 3: Il Bagno
La seconda tappa, da me vista come "ultima" e' stata solo una pia illusione, la natura ha chiamato di nuovo sugli Appennini, e quindi mi sono anche ingollata un secondo cappuccino, mentre il Socio si dimostrava indispensabile per le masse, sopperendo alla mancanza delle "bar-women" e aprendo la bottiglia di Bacardi Breezer di un avventore (la scena e' stata mitica, giuro!)

Ma tre tappe a me non erano sufficienti, e il traffico ci ha costretti alla fuga.
Barberino del Mugello.
Coda infernale.
Di lunghezza ignota (probabilmente fino a Firenze, 30km).
"Esco?"
"O esci adesso o ce la becchiamo tutta, guarda fin dove arriva"
Non ho nemmeno risposto, ho infilato la freccia a destra e l'uscita dell'autostrada.
Pregando (in aramaico antico) che il navigatore facesse il suo dovere.

Il semplice fatto che alle 18:00 stessimo facendo il Check-In dimostra che il navigatore il suo dovere l'ha fatto, e che io so ancora guidare...
Piu' o meno.

Perche' quello che per orgoglio vorrei omettere e' che io saro' anche un mezzo Dio delle autostrade italiane (dopo Terni...), ma non sono assolutamente in grado di guidare su strade strette con montagne ai lati.
Per questo, appena ricevuta la "proposta" ("vuoi che guidi io?") ho fin troppo volentieri ceduto il volante a chi sa guidare decisamente meglio di me in certe situazioni (compresi sorpassi).

Insomma, il mio solito viaggio...
Pianificato all'estremo, giusto per mandare all'aria qualunque pianificazione.
Perche', senno', non sarei io.
(il bello e' quando coinvolgo anche gli altri in questi casini... :P)

Per stasera basta, la serata appena conclusasi (con questo post) la raccontero' domani, sperando di riuscire a trovarmi una postazione sufficientemente comoda per piazzare me e il portatile.


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