[Ping Pong] Torneo UISP di Gallarate, Sempre Meglio!

 

[Ping Pong] Torneo UISP di Gallarate, Sempre Meglio!

Posted by DElyMyth on Mon, 2007-04-30 14:02 in

Una delle ragioni per cui oggi somiglio fortemente ad uno straccetto, a parte ZenaCamp, e' stato il torneo che si e' svolto ieri a Gallarate.
Inizialmente pensavo che la mia presenza, il giorno prima, a ZenaCamp, avrebbe potuto influire in negativo sulle mie prestazioni al torneo, ma i fatti mi hanno smentita.
Purtroppo eravamo solamente in tre, quindi senza fotografo ufficiale, e soprattutto mi sono quasi rifiutata di mollare il telefono quando ho scoperto che Fring (un giorno ci faccio l'articolo serio) e' una gran figata...
Praticamente mi sono fatta tutto il torneo in chat e twittando come una disperata...

Ad ogni modo, vediamo di fare una sottospecie di reportage che possa avere un senso, anche se l'assenza di foto potrebbe rovinare tutto (mah...).

Cominciamo quindi dal principio, con la sveglia alle 7 dopo circa cinque ore di sonno.
ZenaCamp e' stato bellissimo ma stancante, e cercare di umanizzare un video la sera prima del torneo mi ha impedito di dormire il necessario.
Non parliamo poi del problema base: il pc che non si collega piu' via telefono ad internet, scoperto venerdi' sera, problema ancora non risolto (prendero' un coso usb ed una sim dedicata ho idea, cosi' taglio la testa al toro e vivo felice).
In piu' ieri mattina, prima di partire, stavo ancora litigando con il video della Rai.

Il risultato e' stato che se pensavo di partire da casa alle 7 del mattino, mi sbagliavo di grosso.
Sono partita (fortunatamente, direi a posteriori) alle 7:30.
L'appuntamento era, con Francesco e Paolo, alle 8:15 al casello di Gallarate, e ci sono arrivata alle 8:00 (io e Geografia non andiamo d'accordo, e non sapevo che Gallarate fosse solo a 40km da Milano).

Purtroppo, la stanchezza dei viaggi (300 e passa km in due giorni), piu' ZenaCamp (insisto, bellissimo ma stancante), piu' il Video da umanizzare, piu' il pc e il telefono in eterna lotta, mi hanno fatta arrivare stanca, come ho gia' scritto.
Iniziare con la Categoria C non e' stato il massimo.

Prevedibile il risultato, non ho passato il girone.
Con un raspino in gola che diceva: "sei stanca, vai a dormire", e con due avversari di calibro superiore al mio (un giorno smettero' di prendermi in giro con la Categoria C, prometto), era il minimo che ci si potesse aspettare.
Ma e' stato solo un riscaldamento.

In Categoria P ho avuto la fortuna di trovarmi come avversario un ragazzino, bravo ma non abbastanza esperto di puntinate da tenermi testa, e ho riscoperto di avere un "dritto" dotato di senso.
Riuscendo, dopo la performance penosa del C, a schiacciare delle palle spostandomi bene in giro per il tavolo.

La conferma che io impieghi piu' di un'ora a scaldarmi non e' certo una bella cosa, ma il secondo turno del P ha portato sulla scena quello che si potrebbe definire uno scontro epico.
Franco Elena vs. Francesco Traina.
Uno scontro che va in scena quasi ogni martedi', e che fino a febbraio vedeva me come vincitrice.
Ma Francesco si sta finalmente riprendendo dall'operazione al ginocchio e con l'appuntamento fisso del martedi' sta anche cominciando a gestire bene il puntino.
Ormai mi batte sistematicamente, e la statistica ha trovato conferma ieri.
Un 3-0 che da' soddisfazione, con scambi credo ai limiti delle nostre capacita', un mix di schiacciate respinte, reti e spigoli salvati, che avrebbe meritato la ripresa (e perche' non mi e' venuto in mente di dare il telefono a Valerio?).
L'avermi battuta in quello scontro epico e' valso a Francesco un quarto posto in Categoria P, prima coppa della giornata per le Aquile Azzurre.

Un lungo intervallo mi ha separata dal Femminile, dove ho scoperto che avrei incrociato persone di alto calibro (tra cui Simona Alghisi, che gioca in Serie A2...).
Comincio a temere non tanto la conferma del quarto posto, quanto la non-coppa causa "mi massacrano".

Nella pausa pero', forte dello scontro con Francesco (ok, ho perso, ma se aveste visto come abbiamo - entrambi - giocato, mi fareste i complimenti, non dimentichiamo che gioco seriamente da meno di un anno, alla fine...), e soprattutto circuita da Saturno, ho deciso di farmi la racchetta nuova.
Per Senigallia, ovviamente, anche se pensavo di riuscire almeno a provarla gia' ieri.
Purtroppo non c'erano campi liberi per approfittare della racchetta e di Saturno (gli avevo chiesto di farmi un micro-allenamento), ma alla fine e' andato tutto bene lo stesso.

Il Singolo Femminile puo' iniziare.
Girone all'italiana con cinque avversarie.
Tutte contro tutte.
E come prima partita mi trovo proprio la Alghisi.
Primo set: uno scandaloso 11-2 (per lei ovviamente), ma mi consente di scoprire che ha un punto debole: Il diritto e il puntino.
Di rovescio picchia come un fabbro ferraio, ma di diritto sbaglia (non sempre, ma e' sufficiente).
Riesco a giocarmi il secondo set portando a casa un 11-9 (per ME!) che mi porta a voler urlare (molto alla Frankenstein Jr.):

SI
PUO'
FARE!!!

Mi esimo dal lanciare l'urlo e mi limito a dire con aria incredula: "ho preso un set a una che gioca in A2...".
Gli ultimi due set vanno male, ma mi difendo bene, 11-7, 11-8.
Il fatto che io da ieri pensi "cazzo, ma potevo batterla" non va bene, ma ci sta, nello spirito di una giornata dove ho giocato come mai prima d'ora e come ho paura non giochero' mai piu' (oddio, questo e' da vedersi...).

Passa il tempo ed arrivano le altre partite.
Carolina Graziosi mi segnala la "pericolosita'" di Luana (non ricordo il cognome), ma soprattutto mi segnala che soffre e odia il puntino.
Avversaria temibile, questa Luana, che riesco non so come a sconfiggere 3-2 in una sfida abbastanza sofferta.
Una parola andrebbe detta, pero', proprio sull'argomento puntino.
Luana, dopo la partita, disse la semplice frase: "Questa gente che non sa usare le gomme liscie!", probabilmente intendendo un'offesa diretta sia alla sottoscritta che a Carolina, entrambe dotate di puntini.
Non e' non saper usare le liscie (che avevo fino a dicembre, dopotutto, e che ho ancora sul dritto), e' solo che sono gomme fastidiose, le puntinate.
Ma come alcuni, con allenamento, riescono a gestirle, possono farlo altri.
E non sono nemmeno semplici da usare, data la facilita' con cui producono quelle che qualcuno chiama "palle morte", che rischiano di non arrivare al di la' della rete.
Questione di allenamento, Luana, sia per usarle (come le liscie), sia per gestirle.
E danno fastidio anche a chi le usa, dato che qualcosa torna indietro.

Archiviamo la questione puntini, nel senso che come terzo incontro me la devo vedere proprio con un puntino, quello di Carolina.
Avversaria che mi mette in soggezione, allenata da Saturno e soprattutto piu' allenata di me.
Beh, non so cosa mi e' successo ieri, ma ho ottenuto qualcosa che mi limitavo a sperare di ottenere per la fine del 2007 (siamo alla fine di Aprile...), cioe' un 3-1 (anche qui, per ME).
Sofferto, vero.
Perche' il puntino e' drammatico.
Perche' ricordarsi che "la seconda va lunga, devi smorzarla" non e' facile.
Ma e' fattibile.
E non si spiega come, sono anche riuscita a farla schiacciare meno.
Non per altro, ma ieri ho scoperto che io posso prendere le schiacciate.
Come continuo a non saperlo.
A meno di un metro dal campo, in posizione tutt'altro che difensiva, il mio braccio destro partiva da solo a prendere e (spesso!) rimandare la palla di la', in campo.
Carolina, ti garantisco, come gia' ti dissi nello spogliatoio, che e' stato un caso, e' stata la prima volta che ho preso delle schiacciate, ieri.

L'ultima partita del Singolo Femminile e' stata la piu' facile.
L'unica avversaria che consideravo alla mia portata gia' prima del risultato finale (3-0).
L'ho giocata mediamente al primo set (vinto mi pare 11-5), in modo pessimo al secondo (11-9, con Paolo che mi ricordava che mancava il doppio misto e che forse se la finivo velocemente era meglio, risparmiavo energie), e in modo quasi eccelso al terzo set (11-1, questa volta andavo di fretta).

Il risultato finale, per questo Singolo Femminile, e' stato che sono arrivata SECONDA, schiodandomi da quell'ormai abituale quarto posto, e portando a casa una coppa ben piu' grossa delle altre tre gia' in mio possesso.
Seconda classificata dietro Simona Alghisi, terza categoria, che gioca in Serie A2 e che in impeti di assoluta follia continuo a ripetere "Cazzo, era alla mia portata, potevo batterla!"...
Seconda classificata davanti ad una Luana di cui non ricordo il cognome ma che e' sicuramente piu' allenata e impostata di me...
Seconda classificata davanti ad una Carolina Graziosi che non mi illudevo di battere prima di Senigallia, forse nemmeno prima della fine dell'anno 2007.

Sul doppio misto calerei un pietosissimo velo.
Non abbiamo giocato male, io e Paolo, ma il rifacimento del tabellone all'ultimo momento ci ha portato a giocare contro una coppia il cui "lui" e' arrivato alla finale di categoria B.
Che lei patisse (non tantissimo) il puntino conta poco, i servizi di lui non erano gestibili.
O li rimandavamo di la' regalando schiacciate imprendibili, oppure li mandavamo direttamente fuori.
Il risultato non cambia: 11-7 il primo set, non ricordo ne' voglio ricordare gli altri due.

Un torneo memorabile, per quello che mi riguarda.
Una data da segnare a calendario.
Ho giocato come mai nella vita, a momenti facevo la diretta via Twitter...
E le maledizioni dei compagni di squadra che inizialmente pensavano che ZenaCamp mi avesse devastata abbastanza da non permettermi grosse performance, ma che si sono dovuti ricredere, al punto da suggerirmi di andare ad un BarCamp prima di ogni torneo (per Senigallia, al massimo ho un BarCamp durante il torneo, che faccio?).

Non so spiegarmi come io abbia fatto a giocare come ho giocato...
Sara' stato ZenaCamp?
Sara' stata la maglietta di ZenaCamp che ho messo al posto della "divisa d'ordinanza" a portare fortuna?
Sara' stata la bambolina voodoo di PseudoTecnico?
Non lo sapremo forse mai.

Forse, molto piu' banalmente, sono solo io che sto davvero migliorando.

E questa e' stata la conclusione di un fine settimana assolutamente devastante fisicamente, assolutamente galvanizzante psicologicamente e moralmente, un fine settimana che, nonostante io adesso mi senta uno straccio, rifarei, anche domani, anche oggi, anche subito.


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