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John Julius Norwich - Bisanzio. Splendore e Decadenza di un Impero
Ok, era un tomo mica da ridere.
Altri 1000 anni di storia (di piu') collassati in poco piu' di 400 pagine, fitte di intrighi, assassinii, battaglie, guerre.
E infatti ci ho messo quasi due settimane a leggerlo.
Complice il mio non essere assolutamente piu' reperibile, complice il fatto che e' veramente un mattone ai limiti dell'apocalittico, complice soprattutto il fatto che ogni tanto dovrei intervallare letture impegnate a letture piu' ludiche...
Beh, direi che il mio recuperone va fin troppo a rilento.
Ma in fondo, bene o male, non mi corre dietro nessuno, quindi poco importa quanto impiego a leggere un libro o a ridurre la pila sul comodino.
Tornando a Bisanzio, e' come ho gia' scritto, un discreto mattone.
In piu', secondo me, non si aggancia piu' di tanto alla collana di cui fa parte, andando a sconfinare pesantemente al di fuori della storia antica, per arrivare fino al medioevo.
Il periodo preso in esame spazia dall'11 Maggio del 330 al 29 Maggio del 1453, e condensare il tutto in poco piu' di 400 pagine e' senza dubbio un lavoraccio.
Ma il lavoraccio e' anche per il lettore, che deve riuscire a capire cosa stia succedendo e cosa sia successo, collocare ogni cosa nel periodo giusto, e il tutto in un ritmo abbastanza frenetico.
Le dimensioni del volume non aiutano il compito, spaventando il lettore e facendo pensare all'abbandono della lettura piu' di una volta.
Per fortuna l'argomento e' interessante, e il libro e' tutto sommato scritto abbastanza bene da riuscire a tenere il lettore non esattamente incollato alle pagine, ma se non altro non invogliato a buttare il libro nel camino.
In fondo, e' un libro di Storia, e non ci si puo' aspettare un romanzo avvincente.
Il Libro su BOL:
John Julius Norwich - Bisanzio. Splendore e Decadenza di un Impero
Autore: John Julius Norwich
Titolo Originale: A Short History of Byzantium
Editore: Il Giornale
Collana: Biblioteca Storica 2004, numero 43
Edizione: Cartonata
Traduzione: Carla Lazzari
Pagine: 417
Scritto nel: 1996
Stampato nel: 2005
Acquisito il: 11 Giugno 2005 (Edicola)
Progressivo in Archivio: 689






macchè mattone è suberrrrrbo e affascinante come pochi, uno specchio su mille anni di storia di cui sappiamo pochissimo, si legge come un romanzo, velocissimo ed intrigante con in più però sapendo che queste cose sono accadute davvero
Finalmente un nuovo post... Il feed feed reader cominciava a languire ed io a preoccuparmi :)
Ciao,
è un libro lungo, a volte pedante, che ti fa perdere tra intrighi e nomi.
Eppure mi ha affascinato come un romanzo. Per le vicende. Per i personaggi. C'è il capitolo su Niceforo II Foca e su Giovanni Tzimisce, che leggendolo mi ha fatto sognare.
[...] E cosi’, siamo quasi alla conclusione della Biblioteca Storica del Giornale dell’anno scorso, mentre in edicola gia’ esce quella nuova dedicata al Medioevo (la sto prendendo, ovviamente, e spero prima o poi di rimettermi in pari con le letture). Dopo il mattone di Bisanzio, forse anche parzialmente fuori tema all’interno della collana, possiamo rilassarci con un testo infinitamente piu’ breve (non solo sono meno pagine, ma anche il font utilizzato e’ piu’ grande) e pure piu’ scorrevole, forse anche per merito di Manfredi, di cui ho avuto modo di apprezzare gia’ alcuni testi (soprattutto i romanzi). Dei Celti e della loro cultura, oggigiorno sopravvive pochino, eppure e’ una cultura che viene amata (specie per la musica) anche al giorno d’oggi (tanto e’ vero che ai Celti e alla loro musica e cultura viene dedicato un mensile, la rivista “Celtica“, che un paio di anni fa prendevo, piu’ per i Cd musicali in allegato che per altro se devo essere sincera). Questo volume mira a farci conoscere la civilta’ Celtica attraverso gli influssi che ebbero sulla nostra cultura (quindi sui Romani e sugli Etruschi) nell’Antichita’, cercando di ricostruire le vicende sia con l’aiuto della poca storiografia affidabile del periodo (o anche testi di storici successivi, quali Tito Livio), sia tramite l’analisi dell’archeologia dei luoghi che i Celti avrebbero toccato nella nostra penisola. [...]
Il libro è molto avvincente, si legge in maniera molto scorrevole, forse troppi nomi e troppi eventi in poche pagine, ma è bellissimo sapere che l'Impero Romano è durato così tanto ( e soprattutto che non è caduto nel 476)sconfiggendo tanti popoli barbari ed aggressivi.
Vi consiglio anche il De bello Gallico di Cesare, fluido e maestoso senza risultare pesante.