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Federico Rampini - San Francisco-Milano
Forse leggendo le mie recensioni c'e' chi pensa che i libri mi piacciano tutti, che io scriva sempre bene di quello che leggo, o che comunque io cerchi di mantenere una specie di aura diplomatica anche quando un libro mi pare un mattone atroce.
Questo articolo sara' la dimostrazione che in realta' non e' cosi'.
L'ho trovato raccapricciante.
A posteriori, potrei dire di aver buttato nel cesso 9 Euro in piu' alla Fiera del Libro, per comprare una sorta di "Apologia di San Francisco" scritta da un Milanese ingrato che sputa nel piatto che l'ha cresciuto.
Certo, sono la prima a dire che Milano non e' la citta' dei miei sogni, troppo alienante, ma sono anche cosciente del fatto che Milano e' cosi', e ha i suoi lati positivi.
E soprattutto, qui ci sono nata e cresciuta, mi posso lamentare del traffico, della gente, dell'assessore all'urbanistica (specie con i lavori di questo periodo), ma non faccio i bagagli scappando per poi pubblicare una sequela di insulti da guinness dei primati.
Che e' quello che fa Federici Rampini, editorialista ed inviato di Repubblica, nel suo "San Francisco-Milano", comprato perche' sono Milanese e libri su Milano mi interessano.
Certo non mi aspettavo che questo libro riuscisse a farmi provare ribrezzo per l'America o per San Francisco (non ci sono mai stata, a questo punto penso che non ci andro' mai).
A dire il vero non pensavo che un qualunque libro potesse sortire un tale effetto su di me.
Eppure.
Eppure ieri sera, ad un certo punto, ho quasi avuto la tentazione di chiuderlo prima di finirlo.
E questa mattina terminarne la lettura mi e' parso fin troppo difficile.
Credo di avercela fatta solo perche' sono meno di 200 pagine, perche' volevo poter insultare meglio l'autore, e perche' in fondo se compro un libro per leggerlo, e' il caso che io prima o poi lo legga.
E tempo fa ho deciso che leggo i libri in ordine di acquisto, lasciandomi per i tempi vuoti (che torneranno) la lettura di libri comprati anni e anni fa e magari mai letti oppure letti troppi anni fa per ricordarmeli.
Tornando al libro.
Rampini e' emigrato, vive a San Francisco adesso.
Viene da Milano, la mia citta' (e qui divento campanilista, sul serio).
A Milano stava da schifo, a San Francisco sta da Dio.
Fin qui, sono problemi suoi.
I problemi diventano "collettivi" quando viene fuori perche' quella citta' e' un paradiso e questa una merda assoluta.
Il "rispetto dei pedoni" ad esempio.
Li' tutti fanno passare tutti i pedoni, qui nessuno.
Ci sarebbe da discutere sulla cosa.
Un po' perche' non e' vero che i pedoni sulle striscie a Milano rischiano sempre e comunque di essere ridotti a sottilette sotto le ruote di una macchina, un po' perche' questo non dipende dalla citta' ma dai cittadini, e tutto il mondo e' paese, e ogni giorno che passa me ne rendo conto di piu'.
E poi, conta anche l'educazione di alcuni pedoni.
Anche i pedoni in fondo hanno le loro colpe.
Quando attraversano in mezzo alla circonvallazione, senza nessuna apparente ragione logica, piuttosto che quando ti si buttano davanti dopo averti fatto credere che potevi passare.
O quando passano, ma si bloccano in mezzo alla strada perche' incrociano un amico o un vicino e quindi si fermano a "ciacolare".
Altri motivi per cui San Francisco e' figa e Milano una merda e' il fatto che li' la polizia pattuglia sempre le strade, quindi la criminalita' e' piu' bassa.
A occhio mi suona male, ma basta attendere qualche capitolo per leggere che in effetti in alcuni quartieri la polizia non entra neppure.
Insomma, ci sono i quartieri poveri che si sa, sono pericolosi, ma nei quartieri residenziali puoi anche lasciare la porta di casa aperta.
C'e' da vantarsi di questo?
Di questo "se sei benestante sei a posto, se sei povero sono cazzacci tuoi, ghettizzato in terra di nessuno e se ti scippano chi se ne fotte"?
No.
Non dico che qui sia bello, in fondo se ti rubano il portafogli ora che riesci a fare denuncia passa piu' di mezza giornata, e meno male che il giorno dopo te lo ritrovi nella cassetta delle lettere (successo a me anni e anni fa), alleggerito dei soldi ma con tutti i documenti al loro posto.
Pero' e' livellato.
Non ci sono quartieri "ghetto".
Poi e' bello che a Pasqua (a tutte le feste, salvo Natale perche' e' "commerciale" [sic.] e "sia benedetto il consumismo" [sic.]) i negozi siano tutti aperti.
Perche' ci sono tante religioni, impossibile accontentarle tutte rispettando le feste di tutti (e questo e' vero), quindi facciamo una cosa bella e le feste le cassiamo a pie' pari!
E qui ci va una precisazione.
Gli Stati Uniti nascono come colonia di varie etnie.
In fondo li abbiamo colonizzati noi dall'Europa, facendo strage dei poveracci che ci vivevano (cosa che Rampini si guarda bene dallo scrivere), e quindi le tradizioni originali del luogo fondamentalmente non esistono.
Qui esistono.
Non dico che non si debbano in qualche modo supportare ebrei, indu', musulmani, altri che non mi vengono in mente, pero' non e' giusto, nei confronti delle nostre tradizioni e della nostra memoria storica, cassiare senza pieta' quello che qui abbiamo da secoli.
Millenni.
Millenni che per gli Stati Uniti non hanno significato perche' esistono da meno di mezzo.
Il contesto, questo sconosciuto.
Perche' integrazione razziale, etnica e religiosa non significa ne' santificare le feste di qualunque religione, ne' ucciderle tutte in nome della produttivita'.
Integrazione razziale, etnica e religiosa significherebbe accettarsi a livello personale prima che istituzionale.
Poi a casa sua ognuno prega quello che vuole, va in chiesa, moschea, sinagoga, dove gli pare.
Rispettando comunque il fatto che, per abitudine e tradizione (noi abbiamo abitudini e tradizioni decisamente antiche) i fine settimana sono i fine settimana e le feste sono quelle cristiane (cattoliche).
Non per bigottismo religioso, per abitudine e tradizione.
In fondo, il Natale e' consumistico, la Pasqua anche, cosi' come Ferragosto (che con i suoi giochi pirotecnici sembra quasi un quattro luglio italico) e via discorrendo.
E se gli italiani vedono queste feste piu' come "vacanze" che come feste con il loro originario significato, forse va bene anche cosi'.
Toglierle?
Perche'?
Perche' cosi', dato che non si puo' accontentare chiunque, per par condicio non accontentiamo nessuno?
Stronzata!
Ma San Francisco e' stupenda!
Finche' non leggi gli ultimi capitoli.
Dove l'autore racconta di due persone che ha conosciuto, e che dichiarano che in fondo le persone li' sono finte.
Il politically correct, quello tanto apprezzato, tanto amato da Rampini, quel rispetto a prescindere, in fondo e' solo ipocrisia.
E no, non riusciro' mai a pensare, figuriamoci quindi a dire o anche a scrivere, che l'ipocrisia e' una bella cosa.
Fa vivere meglio?
No.
Milano ha i suoi difetti, e ne ha tanti, sono la prima a dirlo.
Ma non potrei mai vivere in un posto in cui anche con uno scazzo da Guinness dei Primati devi indossare la maschera dell'ipocrita.
Rilassa, vivere in un posto dove ti rispettano, certo.
Ma quanto rilassa realmente vivere in un posto dove il rispetto ce l'hai non perche' e' sentito, ma perche' in un certo modo "imposto", "forzato"?
Sapere che in fondo non ti sorridono perche' vogliono, ma perche' "pensano che sia politically correct farlo".
Nove Euro di libro, buttati forse nel cesso.
Ma forse nove Euro di libro che mi hanno fatto capire meglio che bruttura possa essere un qualcosa che funziona non perche' funziona realmente, ma perche' "deve funzionare, anche se non ci va a genio".
Raramente ho scritto recensioni cosi' lunghe, forse questa e' la piu' lunga che io abbia mai pubblicato su queste pagine.
Ma davvero, questo libro mi ha fatto provare ribrezzo.
Non per gli Stati Uniti.
Per una persona che implicitamente (nemmeno troppo) insulta il Paese che gli ha dato i natali, le persone con cui e' cresciuto, i suoi connazionali.
Mettendo su un piedistallo degli ipocriti, solo perche' se vuole attraversare la strada si fermano tutti e, quasi in soggezione, aspettano un suo cenno per prendere una decisione.
Il Libro su BOL:
Federico Rampini - San Francisco-Milano
Autore: Federico Rampini
Editore: Laterza
Collana: Contromano
Edizione: Brossura
Pagine: 156
Scritto nel: 2004
Stampato nel: 2004
ISBN: 8842074411
Acquisito il: 07 Maggio 2005 (Fiera del Libro, Torino)
Progressivo in Archivio: 671






sei proprio sicura che non ci siano quartieri ghetto a Milano? (o a Torino, se per questo)
Mah, a Milano tecnicamente il Giambellino sarebbe uno di quelli (ghetti), ma in piu' di 20 anni che sono qui polizia ne ho vista transitare.
Che la criminalita' sia piu' alta che in altre zone e' vero, ma che le forze dell'ordine proprio non ci entrino non mi pare.
il giambellino oramai è tranquillo :-)
Per la cronaca Rampini non vive più a S.F. ma fa l'inviato da Pechino da diverso tempo.
ciao :smile:
Si Luca, l'avevo letto nel risvolto di copertina, ovviamente *dopo* aver pubblicato l'articolo :(
(ogni tanto sono troppo pigra anche per modificare gli articoli :P)
Ahah, forse non siete mai stati a Corvetto. Beh, io sì, ci sono andato a scuola per 5 anni.
Ma non è un ghetto, no.http://archiviostorico.corriere.it/2006/maggio/04/Vigili_picchiati_Corvetto_Identificati_aggressori_co_7_060504005.shtml
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=240729
http://lombardia.indymedia.org/?q=node/3829
Tant'è che persino alla mia scuola hanno rubato più volte.
Divertente poi come parli delle presunte "tradizioni millenarie" che abbiamo qui. Ti invito a rileggere un po' la storia di Milano, dal dominio Spagnolo a quello Francese e non solo. Poi per carità, io il libro non l'ho letto e non sono certo a favore di cassare le feste che ci sono in Italia.
L'ultima cosa che trovo abbastanza ridicola è questa menata del "paese che ti ha dato i natali" (come se nascendo in un certo paese bisogna essere riconoscenti a lui e non ai tuoi genitori e basta), le persone con cui è cresciuto (? Perché, se sono italiane sono automaticamente brave persone? Mah), i suoi connazionali (io vivo in Italia, e sono felice di starci, ma non ho troppa stima dei miei connazionali e ancora di meno dei miei coetanei :) Non è certo perché sono italiani che li stimo, anzi forse proprio per questo sono deluso). Francamente, credo che da San Francisco qualche cosa a imparare ci sia, a cominciare dal trattamento dei rifiuti, ad esempio. Sul resto, ripeto, non ho letto il libro e l'America non mi ispira affatto come luogo dove trasferirmi, in quanto non amo particolarmente la cultura del luogo. Quindi di certo non mi definisco un fan ;)
E senza parlare dell'Italia, non so quante capitali europee o straniere possano essere peggio di Milano, davvero. E ne ho viste tante. Tu dici che "Milano è così", ha i suoi lati positivi. Quali? Ci vivo da quando sono nato. Forse ne ha, ma anche quelli che ha probabilmente potrebbero essere migliori, temo. Purtroppo, la Milano che conosco io è la Milano del cemento, della Tangentopoli, della subcultura modaiola, dell'inquinamento, del traffico, della disorganizzazione urbanistica (leggasi il libro di Boatti) la Milano sempre più leghista (nel 2008 ancora a perdere tempo con queste stronzate), e non so davvero che altro aggiungere. Ripeto, non necessariamente penso che San Francisco sia il paradiso, ma non stento a credere che possa essere un posto molto migliore ;)
ciao,
io sono italiana e vivo a san francisco da quasi un anno.
non ho letto il libro di rampini, ma condiviso ugualmente la passione per questa città stupenda e per la california in generale.
quella che tu chiami ipocrisia, mi spiace contraddirti, ma è semplicemente il frutto di un'altra cultura.
io mi accorgo giorno dopo giorno che semplicemente siamo diversi, ma abbiamo davvero molto da imparare.
il metodo di lavoro,l'integrazione tra le razze diverse ( che è reale) e la gentilezza e solarità che hanno le persone. almeno qui a san francisco che è risaputo essere una città davvero particolare nel panorama statunitense.
scusa se te lo dico ma le tue parole suonano solo di vuoto campanilismo. secondo me x capire a fondo una cultura non basta leggere libri o vedere film. ci devi vivere x vederla da vicino, perchè è così piena di contraddizioni che non immagini neanche.
a questo punto penserai che ank'io sputo nel piatto in cui ho mangiato. ti dirò, io sono letteralmente scappata dal mio paese..proprio perchè lo amo mi dispiace vedere le iene che ne fanno scempio..noi italiani abbiamo le coscienze assopite..oramai possono farci qualunque cosa e noi resteremo semrpe li a guardare.