Blogger per la Fama?
Manuel si interroga oggi su cosa significhi essere una Blogstar.
L'esempio preso e' un caso limite, di una persona di cui non vorrei scrivere e che infatti non nomino (cosa ne penso si evicera' dall'articolo e l'ho scritto nei commenti a Manuel).
Insomma, cosa fa di un Blogger una Blogstar?
Per quello che ne so, gli accessi piu' che i commenti (anche perche' c'e' chi ha i commenti disabilitati).
Il che significa che piu' accessi hai, piu' sei famoso, quindi paragonabile a quello che si dice "BlogStar".
Una disquisizione interessante su tutta la questione, abbondantemente ridicolizzata e fin troppo piacevole da leggere e' quanto si vede su BlogDiscount.
Nessuno prova schifo (penso) per gli accessi e i commenti che riceve.
Se la gente ti legge, vuol dire che scrivi cose interessanti (in via almeno teorica).
E l'autostima sale.
E diventa quindi abbastanza normale dire "wow, faccio mille pagine viste al giorno!!!" ed esserne contenti, perche' significa che sei letto, seguito, hai un qualcosa che si possa definire un'audience, manco fossi in televisione e controllassi lo share del tuo programma.
Finche' la questione si limita alla soddisfazione derivante dalle pagine viste o dai visitatori unici, e questo non interferisce con il contenuto del Blog o la vita del Blogger, direi che le cose vanno bene.
Il problema e' quando, per acquisire lettori, per essere "famosi", si cambia modo di scrivere, e si diventa quasi succubi del proprio Blog.
E si smette di scrivere per se stessi, e si prende a scrivere solo per i lettori, solo per farsi leggere.
Il problema e' che c'e' chi arriva a scrivere anche sonorissime balle (lo spero ragazzi, che siano balle, non posso umanamente credere che esistano persone davvero cosi' tristi) pur di raccattare accessi, lettori e commentatori.
Della serie: "Che se ne parli bene o se ne parli male, l'importante e' che se ne parli".
Gia'.
Vero.
Se ne parla, diventi "famoso", la gente sa chi sei.
Il problema e' di capire se si e' proprio sicuri di voler essere conosciuti per quello che si scrive.
Scrivi cazzate, balle allucinanti, e sara' cosi' che ti vedranno dall'esterno.
E quando andrai ad un raduno sarai quello che scrivi, piu' che quello che sei.
Se scrivi per te stesso, oppure comunque cerchi di mantenere un certo equilibrio tra quello che sei e quello che scrivi, non ci sono problemi (e difficilmente diventerai veramente famoso, a meno che tu non ti faccia davvero il culo).
Se invece scrivi cazzate e balle apocalittiche, dovrai continuare la recita anche ai raduni, o fingere, un giorno, un improvviso cambiamento nella tua vita, oppure ammettere semplicemente che sei un cazzaro.
E la fama che ti sarai fatto come "cazzaro", che ne sara' quando smetterai i panni del cretino di turno?
Vero che si potrebbe continuare il teatrino all'infinito, farsi pigliare per il culo dal mondo a tempo ideterminato, ed essere contenti delle migliaia di accessi che il Blog riceve.
Ma chi riceve gli accessi in realta'?
La vostra identita' falsa, non voi.
Perche' voi, quello che siete davvero, in realta' per i vostri lettori non esiste.
Certo, magari lo si fa per divertimento, per pigliare per il culo la gente, e questo potrebbe anche andare bene.
Ma prima o poi le maschere devono calare, le carnevalate devono finire, e verra' fuori chi si e' veramente.
Raccontare balle al mondo solo per ricevere accessi, a cosa serve?
A trovare un lavoro? Non certo con le cazzate.
A tirarsela? E per cosa, quando e' tutto falso?
O molto piu' probabilmente e' una fuga.
Un nascondere se stessi perche' in fondo non ci si stima, e quindi bisogna che qualcuno dimostri la stima nei nostri confronti.
Cercando di dimenticare che non stimano noi, ma la specie di maschera che indossiamo quando ci mettiamo alla tastiera.
Quella maschera che dovra' prendere il sopravvento prima o poi, perche' le mascherate sono difficili da fare 24 ore al giorno.
Perche' in fondo, di cosa si tratta?
Di un Blog tra milioni di altri.
Di una persona tra miliardi di altre.
Ed essere famosi per cazzate di un sito non serve, alla fine, a nulla.
Non serve quando ti fai quattro giorni in ospedale per un'operazione, li' non c'e' il Pc, non c'e' Internet.
Non serve quando stai male e non riesci ad alzarti dal letto e quelli che conoscono il cazzaro che e' in te vedendo una persona in difficolta' cambieranno aria.
E soprattutto non serve quando avrai una famiglia e una casa da mandare avanti.
Perche' un Blog non cucina, non lava i pavimenti.
Il Blog puo' essere un passatempo, una fuga dalla quotidianita', un blocco per gli appunti.
Ma un Blog non puo' risolvere i problemi della tua vita, e chiudercisi dentro per fuggire e' come giocare a nascondino con il mondo.
Non si puo' fuggire per sempre.
Prima o poi la realta', la vita che c'e' la' fuori, reclamera' anche il Blogger Cazzaro piu' famoso, e lo costringera' ad affrontarla.
E la vita non si affronta con i teatrini.






Coa dire?
Che hai ragione mi piace ciò che hai scritto. L'ho riletto due volte.
e questo pezzo per me é fantastico:
"Perche’ in fondo, di cosa si tratta?
Di un Blog tra milioni di altri.
Di una persona tra miliardi di altre.
Ed essere famosi per cazzate di un sito non serve, alla fine, a nulla.
Non serve quando ti fai quattro giorni in ospedale per un’operazione, li’ non c’e’ il Pc, non c’e’ Internet.
Non serve quando stai male e non riesci ad alzarti dal letto e quelli che conoscono il cazzaro che e’ in te vedendo una persona in difficolta’ cambieranno aria.
E soprattutto non serve quando avrai una famiglia e una casa da mandare avanti.
Perche’ un Blog non cucina, non lava i pavimenti.
Il Blog puo’ essere un passatempo, una fuga dalla quotidianita’, un blocco per gli appunti.
Ma un Blog non puo’ risolvere i problemi della tua vita, e chiudercisi dentro per fuggire e’ come giocare a nascondino con il mondo.
Non si puo’ fuggire per sempre.
Prima o poi la realta’, la vita che c’e’ la’ fuori, reclamera’ anche il Blogger Cazzaro piu’ famoso, e lo costringera’ ad affrontarla.
E la vita non si affronta con i teatrini."
Pensieri elaborati nella seconda meta' di Maggio :)
Ci sto un po' a metabolizzare un post, lo ammetto :)
Posso, come ho detto anche nel blog di Manuel, sottoscrivere tutto? Aggiungerei una cosina su blogdiscount, sono divertenti da leggere, ma anche loro ormai sono vittime del personaggio che hanno creato, in fondo anche loro sono "blogstar", a quel punto preferisco chi lo sbandiera, almeno apprezzo la stupidità.
come al solito la questione è "essere o apparire?". E' una scelta personale e insindacabile, che poi alcuni sacrifichino l'essere all'apparire sono fatti loro. per quel poco che conosco dei blog, comunque, ha ottenuto quello che voleva: tutti la conoscono, e, se dovessi promuovere un prodotto (infine è quello che si proponeva, promuovere se stessa), credo che una persona così l'assumerei :!:
PS: onde evitare malintesi, io sono per l'essere e, fortunatamente, almeno questo l'ho passato a mia figlia (credo):?:
Se penso al numero di blog nel Mondo, non solo in Italia, il concetto stesso di Blog Star fa sorridere. E' quantomeno grottesco rincorrere un ideale di universalità, laddove le aspettative di risonanza sono al più da "vicinato".
Quando poi, come dici, il blog da strumento diventa fine, è il sintomo che c'è qualcosa da riconsiderare a monte.
concordo in pieno.
essere! è la garanzia per farcela nella vita.
e brava mammma che l'ha trasmesso alla figlia. :)
Scusate, ma di questo argomento non se ne puo' piu'. Sono piu' di due anni che ho un blog e sono piu' di due anni che il tema "blogstar" puntualmente si ripresenta. E basta ...
Si, anche il discorso, come quelli che si atteggiano a o vogliono diventare 'blogstar' sta rompendo le balle...
A mia discolpa, in due anni, e' la prima volta che ne scrivo :)
che ci posso fare se sono una star! non posso mica reprimermi :)
vuoi mettere una Vera BlogStar come me?
dandyna,tu credi di essere una blogstar..
Ho in mente il progetto che mi consacrerà a blogstar: dichiarerò di essere il [fidanzato|psichiatra|proctologo|pedicure] di dandyna.