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Umberto Eco - Il Nome della Rosa
Sono arrivata alla soglia dei 30 anni pensando che Eco fosse uno scrittore pesante.
Sara', ma questo e' il suo secondo libro che leggo (il primo e' stato "La Misteriosa Fiamma della Regina Loana"), ed e' un mirabile thriller storico.
L'altro invece era difficile, avvincente si', ma complesso nell'intreccio (almeno per me).
"Il Nome della Rosa" si fa leggere in fretta, pur essendo un libro di un certo peso (la mia edizione, 650 pagine di carta di alta qualita', e' pesante nel senso piu' pesante del termine).
Si cerca di correre, di capire cosa succede, si indovinare cosa stia succedendo e come (e se) i protagonisti riusciranno a dipanare la fin troppo complessa matassa.
Scritto nel 1980, vinse il Premio Strega l'anno successivo, ed e' nell'edizione dedicata ai Premi Strega di Mondolibri che ho la mia copia.
Tanto per cambiare (almeno per gli ultimi libri che leggo) siamo nel medioevo, nel 1327 per la precisione.
Quello che leggiamo e' una traduzione di un manoscritto lasciato dal monaco Adso di Melk, all'epoca novizio e allievo di Guglielmo di Baskerville (si, Baskerville come quelli del Mastino di Conan Doyle).
I due devono recarsi in un'abbazia (il cui nome non viene specificato) per presiedere ad un incontro, cercare di difendere la dottrina Francescana della poverta', all'epoca vista molto male dalla Chiesa.
Quando arrivano sul luogo, l'Abate Abbone chiede a Guglielmo (sveglio quanto lo Sherlock Holmes a cui viene paragonato nella prefazione di Teresa de Laurentis) di investigare sulla strana morte di Adelmo, apparentemente suicida.
Investigando sulla morte del Monaco, Guglielmo e Adso vengono a scoprire terribili segreti dell'Abbazia dove si trovano, trame e intrighi decisamente fitti e complessi.
Il lettore si trova a cercare di prevenire Guglielmo nelle sue investigazioni, per capire il segreto del labirinto della Biblioteca e del misterioso libro a cui sembra che tutti diano la caccia.
Personaggi tratteggiati molto bene, ognuno con le sue proprie caratteristiche.
Nessun personaggio inutile viene menzionato e descritto, e le comparse sono vere e proprie comparse di cui non sappiamo nemmeno il nome.
650 pagine ricche di avvenimenti e di mistero per un thriller storico che merita di essere letto da tutti.
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Ne hanno parlato (recentemente) anche:
Tiziano Caviglia (21 Maggio 2005)
Autore: Umberto Eco
Editore: Mondolibri
Collana: I Premi Strega
Edizione: Cartonata
Prefazione: Teresa de Laurentis
Pagine: 650
Scritto nel: 1980
Stampato nel: 2004
Acquisito il: 23 Aprile 2005 (Mondolibri)
Progressivo in Archivio: 657






Tieni conto che Eco ha scritto Il nome della rosa per dimostrare come si fabbrica un bestseller :-) L'ha fatto in maniera geniale, intendiamoci...
a detta mia è forse l'unico libro scritto degnamente da Eco... in fondo ha fatto bene il suo lavoro.
Capolavoro. Il mio libro preferito, col record di sette letture. Ieri l'ho ripreso in mano e m'è venuta voglia di leggerlo per l'ottava volta
Quel libro di Eco è un'autentica fetenzia come venne dimostrato a suo tempo da "Civiltà Cattolica"
Heighties
:mad: io devo leggerlo x la scuole... intendiamoci, nn so bene d cosa parli... sono convinta ke è 1 libro bellissimo ma... nn sarà 1 po' pesante? sarà ke ho 15 anni...:roll:
E' un po' complesso come romanzo, ma senza dubbio e' un thriller avvincente.
Se ti piace leggere, e ti piacciono i gialli, questo libro ti dovrebbe piacere nonostante i 15 anni...
L'unico problema e' che e' abbastanza lungo e voluminoso, ma l'interesse alla storia dovrebbe tenerti abbastanza incollata alle pagine :)
io devo dire k ho letto sl il primo capitolo e poi m sn fermata....è tr pesante...e avrei dovuto leggerlo x la scuola....ma km si fa???+tttosto m guardo il film(anke se ha il finale diverso) o me lo faccio raccontare da una mia compa...mi disp...anke se molti dicono k sia 1 bel libro...ma io nn ce l'ho proprio fatta a continuarlo...c riproverò tra qlkj mese...xk sn cmq curiosa d leggerlo!!:wink:
PinkLady, io invece ti consiglierei proprio di leggerlo, cosi' magari impari anche a scrivere in italiano.
Non per altro, ma quello che hai scritto qui sopra non e' italiano, e' una specie di "codice fiscale" di un messaggio, e come lo hai scritto risulta illeggibile a chi ignori le convenzioni stabilite da non si sa chi ma mai inserite ufficialmente in un dizionario.
Tanto per dire, la kappa manca anche dall'alfabeto italiano, che consiste di sole 21 lettere invece che delle 26 dell'alfabeto internazionale.
(scrivere in modo che anche altri possano comprendere fa parte di quella cosa nota come "rispetto" o "educazione")
mi dispiace...averla offesa!!!ma per quanto riguarda il commento del libro è una cosa personale...a cui penso nessuno possa dare un giudizio!!!i gusti sono gusti!!!e comunque lei quanti anni ha???ah dimenticavo ma di solito mi interesso delle cose che faccio e che dico quindi sarei tornata sicuramente in questo sito senza il bisogno di un suo commento troppo superficiale sulla sottoscritta in quanto non mi conosce nemmeno!!
ps:come vede l'italiano lo so!!
Allora, quando scrivi sul sito di qualcuno che non conosci, potresti usarlo, l'italiano, dato che non sai chi leggera'.
La prima impressione e' quella che conta, ed e' data anche dal modo di scrivere.
giusto!ma è anche educazione rispondere alle domande che ti vengono poste!!!
[...] Per il resto si tratta sempre di una trattazione non troppo approfondita, che permette al lettore di capire il Medioevo e decidere, grazie a citazioni e bibliografia, di continuare l’acculturamento in separata sede. Libro germano-centrico (l’autore e’ tedesco dopotutto), dedica comunque molto spazio anche al resto dell’Europa e qualche pagina alla descrizione del fenomeno letterario “Il Nome della Rosa” (1980), di Umberto Eco. [...]