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Ron McLarty - Sognavo di Correre Lontano
Una rapidissima lettura per una domenica qualunque di ricovero.
Ovvero, questo libro me lo sono bevuta ieri in un solo giorno.
L'ho comprato perche' ne avevo letto in giro, ovvero in pubblicita' su sacchetti di Mondadori.
La vera spinta mi e' stata data dalla recensione in quarta di copertina, di Stephen King, uno dei miei autori preferiti.
E se il Re consiglia un libro, e io lo vengo a sapere, e' difficile che io non lo compri.
Infatti l'ho comprato.
E dato che io seguo un preciso ordine di lettura (benche' io sia terribilmente in arretrato con le mie letture), mi sono trovata a leggere "Sognavo di Correre Lontano" proprio durante il mio ricovero dopo l'operazione al mio ginocchio.
Quella che, in sostanza, dovrebbe un giorno permettermi di correre (toh!) di nuovo.
A pensarci, forse questo libro alla fine l'ho letto nel momento giusto della mia vita.
Mi sono potuta riconoscere, in parte, in due personaggi, i due che alla fine staranno assieme.
Smithy, che da giovane correva, all'eta' di 43 anni pesa piu' di un quintale, e' costantemente ubriaco e fuma a nastro.
Norma invece, da tempo immemore innamorata di Smithy, e' su una sedia a rotelle.
Il libro narra del viaggio di Smithy da East Providence a Los Angeles, dove e' stato trovato il cadavere della sorella Bethany.
Bethany, una sorella difficile, malata.
Malata di mente, che sente una voce.
Una voce che le dice di fare cose.
E che la porta spesso ad allontanarsi da casa.
Tutta la vita della famiglia Ide e' stata una costante e infinita ricerca di Bethany, per recuperarla dopo le sue "fughe".
L'ultima, durante la sua luna di miele, dopo la quale non hanno piu' ritrovato la ragazza.
Fino a questo momento.
Ed e' anche il momento in cui Smithy rivede Norma.
Lui, ormai obeso, lei, sempre sulla sua sedia a rotelle, ancora innamorata di lui, completamente autosufficiente.
I genitori di Smithy sono morti dopo un incidente d'auto, quello su cui si apre il romanzo (e il motivo per cui ieri mattina ho pensato che non fosse il momento ideale per leggere questo libro).
Lui torna a casa dei suoi e vede la lettera che notifica il ritrovamento del cadavere di Bethany.
Sconvolto, parte senza pensarci, sulla sua bicicletta, per andare a Los Angeles a prendere la sorella.
Il viaggio gli fa ritrovare il fisico, riprende a correre, e scopre, in varie telefonate a Norma, l'amore per la vicina di casa e amica d'infanzia.
E mi sono riconosciuta in Norma, sulla sua sedia a rotelle, ma completamente autosufficiente.
Io che adesso sono su stampelle, ma me la cavo, come da 15 anni a questa parte.
Ho convissuto con una gamba scomoda che mi abbandonava quando meno era opportuno, ma me la sono sempre cavata.
E mi sono riconosciuta in Smithy, che dopo anni ha ripreso a correre.
Perche' quando mi passera' l'infiammazione e mi toglieranno i punti, lentamente, io potro' riprendere a fare una vita normale.
Correre, andare in bicicletta, volendo potrei anche andare a sciare.
La mia vita puo' ricominciare, cosi' come e' ricominciata quella di Smithy Ide.
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Autore: Ron McLarty
Titolo Originale: The Memory of Running
Traduzione: Chiara Brovelli
Editore: Sperling & Kupfer
Edizione: Cartonata
Pagine: 437
Scritto nel: 2005
Stampato nel: 2005
ISBN: 8820038196
Acquistato il: 19 Marzo 2005 (Mondadori)
Progressivo in Archivio: 643






secondo me è un po' troppo banale e poi insulta troppo i ciccioni che sono persone a mio avviso adorabili..... questo libro è un po discriminante........ cmq bello il messaggio di rinascere correndo lontano
Sulla discriminazione, a me non pare...
Piu' che altro puo' essere anche visto come un ottimistico messaggio a chi si vede male nella sua situazione.
Per dire che e' possibile aggiustare una vita anche devastata, cambiare la propria vita in meglio, e cambiare se stessi, perche' no...
Poi e' vero che ognuno dai libri trae messaggi differenti, e la mia situazione quando ho letto quel libro mi ha fatto probabilmente vedere solo la questione della "rinascita" (forse perche' in quel periodo sono rinata..) :)