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CopyRight, il patto di Urbani, Stanca e Gasparri
Ho da poco letto "Al via patto per la diffusione contenuti web", articolo a firma Franco Carlini (Corriere della Sera, dotato di Feed adesso).
L'articolo solleva questioni molto interessanti, specie dopo la questione LiberoBlog di cui si e' discusso quasi troppo in questi giorni.
In sostanza i ministri Lucio Stanca (Innovazione e Tecnologie), Giuliano Urbani (Beni Culturali) e Maurizio Gasparri (Comunicazione) hanno deciso di ratificare una sorta di "patto" che dovrebbe sancire diritti e doveri per quello che riguarda la pubblicazione anche in Rete.
Insomma, finalmente riadattano la legge sul CopyRight anche alle nuove tecnologie, per cui in effetti sugli ultimi Cd che ho comprato non esiste nessun bollino SIAE (li ho scaricati dall'iTunes Music Store...).
Le polemiche ovviamente ci sono state, soprattutto perche' i tre ministri paiono non rendersi conto delle licenze "atipiche" nate in rete (vedesi le Creative Commons), che pertanto non hanno praticamente nessun valore, nemmeno secondo il nuovo "patto".
La presentazione completa la potete trovare sul sito del Ministero per l'Innovazione, a questo indirizzo.
Il file .pdf completo e' grossino (quasi 3 mega), ma penso sia utile per chi pubblica in rete conoscere quali sono al momento le norme italiane che regolano i "Diritti Digitali", non solo riguardo alla musica.
Purtroppo, come scrive anche Carlini nel suo articolo, sarebbe meglio se gli autori potessero liberamente scegliere come rilasciare le proprie opere, per evitare paradossi tipo pagamento dei diritti da parte dell'autore quando questo decide di regalare una copia della sua opera a qualcuno.
Il fatto che le Creative Commons siano considerate "poco applicabili" tra l'altro mi sa di ridicolo.
Sono licenze chiarissime come contenuto, indicano cosa si puo' e cosa non si puo' fare e offrono una maggiore liberta' agli autori, che non si trovano quindi costretti ad applicare il CopyRight completo a qualunque cosa pena il non avere alcun diritto sulla propria opera.
E' quando leggo queste cose che penso che alla fine ogni tanto siamo anche un paese "vecchio", troppo attaccato a quello che e' stato, anche se non e' piu' applicabile.
Internet sta abbattendo frontiere e barriere, e i contenuti (di qualunque tipo) sono sempre e comunque fruibili da tutto il mondo.
Non ha senso non allinearci anche noi agli altri Stati che le licenze Creative Commons le rispettano.
Forse sarebbe il caso, dato che di "Innovazione" si tratta, di "Innovare" anche il pensiero medio e il modo di concepire le licenze e i diritti d'autore.
(che poi, per quanto siano definite poco applicabili, giuro che ho un libro italiano pubblicato con licenza Creative Commons)






Se è come dice Carlini, siamo punto e a capo. Tra l'altro è impossibile capire chi lo fa per lucro e chi no. Boh... si vedr
Beh, prima internet non era contemplata, adesso pare di si.
Devo leggeri (e scaricarmi magari) il testo completo per capirci meglio.
Wow! Stanca, Urbani e Gasparri!
Insomma, il primo perchè sa scrivere, il secondo perchè sa leggere (a malapena, però).
Ma il terzo... perchè?
Forse per evitare che continui a mettere la pubblicit
[...] ; del solito (almeno in Italia) delle licenze Creative Commons. (quelle non conteplate nel Patto di SanRemo) Per prima cosa, cosa sono le Licenze C [...]