[BlogCafe] Blogo, il nanopublishing parla italiano

 

[BlogCafe] Blogo, il nanopublishing parla italiano

Posted by DElyMyth on Sun, 2004-12-05 23:34 in
In questi giorni ha cominciato a muovere i primi passi una nuova realta' editoriale indipendente a base di blog, Blogo.

La freschezza del formato unita ad un linguaggio diretto, insieme all'interazione reale con il lettore, sono le caratteristiche fondanti della...



Questo e' quanto ho letto poco fa su BlogCafe.

Dall'articolo si capisce non moltissimo, se non che si tratta di un po' di blog collaborativi basati su WordPress (che sta prendendo molto piede come piattaforma di publishing).



Continuando la lettura fin proprio su Blogo, mi viene da pensare...

Ecco la loro presentazione (per i pigri che non vogliono clickare sul link di sopra):

Cosa Offrono:

* Un pubblico molto grande, misurato in migliaia di persone al giorno

* Tecnologia e marketing grais, budget non disponibili a persone singole

* Visibilit


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Prima di tutto grazie per la citazione e le critiche che, se non

Prima di tutto grazie per la citazione e le critiche che, se non sono prevenute, possono essere stimolanti e fanno comunque parlare di noi. Poi un appunto, credo ti sia sfuggito un tag <i>, da meta' in poi il post e' tutto in corsivo.

Rispondo a nome mio, di corsa prima di andare in ufficio, credo ti rispondera' qualcun'altro in maniera piu' "istituzionale".

Intanto non e' WordPress, lo e' solo per meta'. Davanti e' tutto nuovo. Presto lo sara' anche la base dati e la parte di amministrazione. Ovviamente i nostri sviluppi sono rilasciati sott o GPL, non prendiamo solo dalla comunita' ma cerchiamo di restituire parte di quello che abbiamo avuto.

Poi, vedo un paio di vantaggi ad entrare a far parte di un circuito:

- c'e' qualcuno che ti paga la promozione e se ne occupa, investendo soldi e denaro per portare gente a leggerti

- c'e' qualcuno che gestiscge la piattaforma tecnologica per te, liberandoti dei vari problemi legati al crescere degli utenti, ai beckup, agli aggiornamenti ecc.

- benefici del traffico degli altri blog, visto che ogni blog del circuito rimanda agli altri

- ti senti impeganto a scrivere, evitando di lasciare "in pausa" il blog per una o piu' settimane, perdendoti cosi' molti lettori

- se tutto va bene, guadagni in proporzione meno che ad avere un blog tuo, in pratica di piu' avendo molti piu' lettori e meno spese

Scappo in ufficio :)

Ludo

Posted by ludo (not verified) on Mon, 2004-12-06 11:35
La questione del corsivo e' perche' sui post "rebloggati" il "co

La questione del corsivo e' perche' sui post "rebloggati" il "commento" e' in corsivo, il resto, cioe' quello che sono "fatti" lo lascio normale (bene o male non e' opinione mia).

Per il resto, vorrei rispondere punto per punto, lasciando a dopo una risposta piu' cumulativa...

- c’e’ qualcuno che gestiscge la piattaforma tecnologica per te, liberandoti dei vari problemi legati al crescere degli utenti, ai beckup, agli aggiornamenti ecc.

Questo si ha anche su sistemi tipo iobloggo, dove hai un'aggregazione di tutti i blogger presenti sulla piattaforma, e di tutta la parte tecnica se ne occupano i gestori.

- ti senti impeganto a scrivere, evitando di lasciare “in pausa” il blog per una o piu’ settimane, perdendoti cosi’ molti lettori

Questo secondo me e' il punto.
Si scrive perche' si ha voglia, avendo un obbligo a mantenere un tot di articoli ogni tot secondo me non e' piu' un blog, e' un lavoro.
Ho scritto a suo tempo per una rivista, e la questione di quanto scrivere mi ricorda piu' una rivista che non un sito.
Articoli scritti a forza, non nati dal cuore, a lungo andare sembrano scritti da macchine, senza nulla di personale.
I blog sempre stati piu' opinioni personali che riviste online.
E sul personale non c'e' obbligo a scrivere che tenga, se non hai l'ispirazione non ce l'hai, punto e fine.
Io scrivo molto, ma venerdi' pur essendo stata a casa quasi tutto il giorno, e pur avendo avuto anche qualche idea, non avevo voglia di scrivere e per non scrivere male ho preferito lasciare la tastiera dov'era.

- se tutto va bene, guadagni in proporzione meno che ad avere un blog tuo, in pratica di piu’ avendo molti piu’ lettori e meno spese

E insisto sul fatto che per lavoro scrivi per una rivista, non un blog.
Blogo, cosi' a occhio, mi sa di snaturalizzazione e spersonalizzazione del blog.
Si puo' chiamarlo portale, ma non blog.
Sito, ma non blog.
Io stessa questo sito lo definisco sito e non blog dato che e' gestito in modo assolutamente anomalo (troppe categorie, tanto per iniziare, e anche qualcosa di serio in mezzo a post idioti).

Se e' per guadagnare, ci sono metodi migliori.
Per esprimere se stessi, l'obbligo e' controproducente.
Per farsi leggere, ci si puo' fare promozione autonoma e gratuita con il commento su altri siti (qualcuno lo clickera' quel link...), iscrivendosi ad aggregatori vari e avendo contenuti validi.

A livello di soddisfazione personale poi, avere il proprio sito rende di piu' (no, non sto parlando a livello economico, sto proprio parlando di soddisfazioni), anche se e' su una piattaforma gratuita.
Il template te lo gestisci tu, metti i link agli amici (amici, rapporti personali...), scrivi quello che vuoi e chi legge il tuo sito, legge il tuo sito e non una rivista dove scrivi.

Poi, come siti in se' da leggere mi piacciono e ok, pero' per il resto, da persona che scrive/scriverebbe non lo vedo come una cosa poi tanto bella.
E avere due ore in piu' al giorno da dedicare a un sito, sinceramente riprenderei il sito inglese (che verra' invece abbattuto senza pieta' prima di fine anno), o cercherei di dare una sistemata definitiva a questo che da settembre del 2003 e' cresciuto tanto da diventare un vero e proprio casino.

Vedere solo il lato economico della questione a lungo andare puo' stufare lo scrittore.

Posted by DElyMyth (not verified) on Mon, 2004-12-06 11:54
Secondo me sei un po' di parte, ho capito che l'idea non ti piac

Secondo me sei un po' di parte, ho capito che l'idea non ti piace, ma evidenzi solo i punti che puoi criticare e tralasci gli altri. E anche su quelli sei un po' generalista.

- la piattaforma tecnologica

Non puoi confrontare iobloggo con un progetto come il nostro. Sarebbe come confrontare blogspot e engadget. Secondo te sono lo stesso?

- la regolarit

Posted by ludo (not verified) on Mon, 2004-12-06 13:30
Per la piattaforma tecnologica, se vuoi scrivere bene o male non

Per la piattaforma tecnologica, se vuoi scrivere bene o male non e' che la questione sia cosi' importante.
E poi, la piattaforma tecnologica non e' a gestione dell'autore, come non lo e' il template.
Mentre in qualunque altro spazio il template uno se lo sceglie, e se prende hosting (anche gratuito su altervista) si sceglie pure la piattaforma di publishing che preferisce.

Che la liberta' sia una chimera sono d'accordo, infatti questo sito non e' il mio lavoro, e' il mio hobby.
Se uno vuole scrivere per lavoro deve darsi una regolarita', e' vero, detto da chi scriveva 10 pagine al mese per una rivista.
Pero' deve essere remunerato, e adeguatamente.
Per due ore di lavoro al giorno la remunerazione deve essere commisurata all'impegno, cioe' alle due ore di lavoro, che a questo punto diventa impegno simil-lavorativo e quindi non puo' piu' essere considerato come strettamente hobbystico.

In pratica, se scrivo per diletto, me ne frego di quanto ci guadagno, ma se scrivo per obbligo (anche se e' una scelta mia), o sono pagato/a abbastanza in base a quanto tempo ci perdo, oppure non me ne vale la pena.

Gli accessi non sono miei, sono del network.
La gente non frequenta il sito per quello che scrivo io.
Il template non lo decido io.
Se un giorno non ho voglia di scrivere scrivo qualcosa di meno bello ma lo devo scrivere lo stesso.
Quindi se scrivo per passione, scrivere li' non mi da' soddisfazione.
Se in piu' ho anche il mio blog personale a cui dedico un'ora al giorno, e magari un lavoro a cui ne devo dedicare otto di ore al giorno, la giornata e' bella e finita.

E mentre il blog tuo lo puoi trascurare perche' sostanzialmente te ne puoi fregare, blogo a quanto ho capito leggendo non e' che puoi trascurarlo perche' "no, voglio andare una settimana via con gli amici, a cazzeggiare e basta, lontano dal pc.".
Puoi soprassedere se lo vedi, come hai fatto intendere dal commento tuo, come una specie di lavoro, ma qualcosa te lo deve dare, e che sia qualcosa di materiale e che ne valga la pena.
Per meno di 100 Euro al mese direi che non ne vale la pena di dedicare due ore al giorno ad un progetto non tuo, un progetto dove hai piu' vincoli che altro.

E si, sono di parte.
Ho scritto sia per passione (adesso), sia per lavoro (4 anni fa).
Sinceramente, il vincolo dell'articolo a tema passato dall'alto, per quanto io potessi scrivere piu' o meno quello che volevo (anche se dire che clubnet come ISP non era il massimo non mi e' stato possibile a causa di "vorremmo evitare di essere portati in tribunale da Telecom"), le nottate a fare test funzionali (dovevo fare il test per scrivere l'articolo, e o lo facevo a spanne e quindi non veritiero, o lo dovevo fare reale, e quindi perderci tempo che avrei magari dedicato ad un libro)...
Beh, tutto questo era superabile solo perche' con l'articolo presentavo la fattura, ed era un buon arrotondamento.

Per il blog/giornali, sinceramente penso che se uno vuole aprire l'ennesimo blog in mezzo a milioni di altri lo possa fare.
Se vuoi scrivere i fatti tuoi, li scrivi.
Indagini di mercato e statistiche possono dire quello che gli pare, ma se bisogna basarsi solo su quello allora e' spersonalizzazione.

E comunque non e' che se duecento siti parlando di telefonia mobile uno se li legga tutti e duecento, ne leggera' uno o due, il tempo non e' infinito per nessuno dopotutto.
Come ci sono troppi "diari personali", cosi' un giorno ci saranno troppi "portali-blog".

E mentre comunque su un sito di una sola persona la visibilita' va a quella persona, su un portale di quel genere, la visibilita' va al portale, all'articolo, ma difficilmente alla persona come persona.

Partendo dal presupposto che non ci fai un arrotondamento economico adeguato al tempo perso, non sei tu a decidere nemmeno l'estetica (per non parlare del contenuto) dei tuoi articoli e del sito dove stanno, devi stare a regole paragonabilli a quelle di un'attivita' lavorativa...
Beh, direi che a lungo termine non ne vale la pena.

E tu stesso, nei commenti qui, come indirizzo indichi il tuo, e non blogo con cui collabori.
Chi non ha un blog, commentando altrove, mettera' blogo e ok, ma chi ha il blog mettera' l'indirizzo del suo blog/sito, non certo quello di blogo (mi spiace, ma non credo che molti sacrificheranno i loro accessi personali per la gloria di un portale non loro).

Per l'essere di parte, e' chiaro che sono di parte, non ho mai detto ne' scritto di possedere il Verbo, qui scrivo le mie opinioni, quello che se dovessi anche riprendere a scrivere per una rivista non potrei scrivere (per i vincoli a cui si e' sottoposti quando si scrive per altre persone, e quindi la responsabilita' di quello che io scrivo ricadrebbe su altri e non su di me).
Qui ci scrivo i miei appunti.
E...
No, se dovesse diventare un serio impegno costante lo mollerei non appena mi si stabilizzasse la "questione lavorativa".
Il mio tempo libero, in quanto libero, voglio dedicarlo agli hobby, e non considerero' mai "hobby" qualcosa che mi ponga vincoli su cosa scrivere, quando scrivere e forse anche "come".
E se non e' un hobby, se non "paga" in modo adeguato (anche con soddisfazioni personali, ma il portale di un altro non mi potra' mai dare soddisfazioni personali) dopo un po' lascero' perdere.

Posted by DElyMyth (not verified) on Mon, 2004-12-06 14:42
Essere un blogger per Blogo, richiede impegno e seriet

Essere un blogger per Blogo, richiede impegno e seriet

Posted by Sandro G. (not verified) on Fri, 2004-12-10 13:02
Infatti, e infatti la remunerazione pare che sia anche prevista,

Infatti, e infatti la remunerazione pare che sia anche prevista, anche se (parole di Ludo) inferiore a quella che puoi avere con un sito completo tuo.
Considerato che l'impegno richiesto e' alla fine modello il tempo che spreco per il mio sito, non vedo perche' se uno ha abbastanza tempo e voglia e costanza per mantenere un sito suo, debba andare a farlo per altri...
Con tutto che, come ho gia' scritto, dal punto di vista del lettore, i siti risultanti potrebbero essere anche fantastici.

Posted by DElyMyth (not verified) on Fri, 2004-12-10 13:39
[...] oni, vorrei fare il punto su alcuni esempi. Blogo.It Di B

[...] oni, vorrei fare il punto su alcuni esempi. Blogo.It Di Blogo.It avevo gia’ scritto qui, e quello che avevo scritto non era granche’ positivo. La mia opinione non e’ cambiata i [...]

Posted by DElyMyth - /dev/null - Popolarita&#8217; e Blog (not verified) on Tue, 2005-05-31 13:06
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