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Erich Fromm - Avere o Essere?
Nel mio "recuperone" di lettura, ho finalmente potuto cominciare a leggere i libri comprati a luglio all'EuroClub.
In questo preciso momento mi sto chiedendo cosa mai mi abbia spinto a comprare "Avere o Essere?", e sinceramente me lo sto chiedendo piu' o meno da oggi pomeriggio, ovvero circa da quando ho superato la meta' del libro.
Da quello che si capisce leggendo il titolo e la controcopertina dell'edizione EuroClub di "Avere o Essere?", questo testo vorrebbe essere una specie di trattato psicologico, e in effetti nei primi capitoli cosi' e'.
Gia' nel 1976 (mio anno di nascita) Fromm capisce che la societa' moderna e' un po' troppo rivolta al consumismo, ci si attacca un po' troppo a cio' che si ha, per identificarsi con i propri possedimenti, quindi snaturando un po' (un po' tanto) la propria essenza.
Il che in sostanza e' anche cio' che io vado dicendo da un bel pezzo, solo che anziche' "avere" dico "apparire".
Nel senso che nella societa' moderna sembra contare di piu' come ci si veste che come si e' realmente, ma queste mia considerazioni esulano un bel po' da quello che dovrebbe essere una pseudo-recensione del testo di Fromm.
Ad ogni modo, Fromm dopo lunga trattazione (alla fine sono quasi 300 pagine), incolpa la societa' moderna di aver snaturato l'essere umano, e quindi passa a fare una secondo me troppo lunga descrizione di come dovrebbe diventare la societa'.
Prendendo spunto addirittura dalla Bibbia per poi passare a Marx, Engels e Freud, Fromm arriva a descrivere un nuovo (?) modello di societa', decisamente utopistico e di troppo difficile realizzazione.
Uno dei punti cardini dovrebbe anche essere il garantire una specie di "stipendio minimo" anche a chi non lavori (una specie di "sussidio di disoccupazione"?), di modo che anche chi non riuscisse a trovare una occupazione potesse provvedere ai propri bisogni (non di piu', ne' di meno, insomma, non morire di fame e avere un tetto sopra la testa), che tanto non e' vero (dice lui) che l'uomo e' pigro.
Questa affermazione (cioe' che l'uomo non e' pigro e lavorerebbe lo stesso anche se potesse campare anche senza muovere un dito) a me pare abbastanza azzardata.
E' vero che alla fine preferiremmo tutti avere piu' soldi e poterci togliere qualche sfizio, ma potersi alzare a mezzogiorno tutte le mattine, passare tutta la giornata a zonzo, prendere libri in prestito in biblioteca (senza soldi non si comprano, ma le biblioteche sarebbero comunque gratuite credo) non e' una vita che farebbe poi tanto schifo.
Si potrebbe socializzare molto di piu' e soprattutto non ci sarebbe il problema del "ho sonno, fa freddo, meglio stare a letto", idea da accantonare in caso si debba lavorare.
Insomma, e' un libro da cui mi aspettavo decisamente di piu' e soprattutto da cui mi aspettavo qualcosa di diverso.
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Citazioni
- Pagina 14:
"La soddisfazione illimitata di tutti i desideri non comporta il vivere bene, ne' e' la strada per raggiungere la felicita' o anche soltanto il massimo di piacere." - Pagina 119-120:
"Essere attivi significa dare espressione alle proprie facolta' e talenti, alle molteplicita' di doti che ogni essere umano possiede, sia pure in vario grado." - Pagina 227:
"Non e' possibile costruire sottomarini sulla scorta della lettura di Jules Verne;
allo stesso modo, non si puo' costruire una societa' umanistica leggendo i profeti."






Hola,
credo che tu possa proseguire la tua lettura su questo filone con il più recente: "manifesto per un mondo senza lavoro" di Ermanno Bencivenga - Ed.Feltrinelli.
Meno psicologico, ma permette cmq di pensare...
;-)
Buona lettura
Grazie della segnalazione, per ora me lo segno, ma prima vorrei finire l'immensa pila di libri arretrati che ho sul comodino :)
(solo una parte della pila e' nel box "Leggero'..." qui a lato...)
Peccato liquidare così Eric Fromm. La sua opera è una delle più importanti nella storia della psicanalisi mondiale. Le sue chiavi di lettura hanno aperto nuove correnti che hanno radicalmente modificato l'approccio terapeuta-paziente, liberandosi dalla visione "sessuale" di Freud. D'altronde Fromm fu il fondatore, suo malgrado, di un importante movimento politico: l'Umanesimo Socialista. Magari potevi partire, volendolo leggere, da "Fuga dalla Libert
Galileo, il punto e' che da quel libro mi aspettavo qualcosa di completamente diverso, e la trattazione finale su "come fare a costruire una societa' migliore", oltre a non trovarmi per certe cose d'accordo, nemmeno mi interessava (almeno in questo periodo).