Jonathan Stroud - La Trilogia di Bartimeus. 1. L\'Amuleto di Samarcanda

 

Jonathan Stroud - La Trilogia di Bartimeus. 1. L\'Amuleto di Samarcanda

Posted by DElyMyth on Sun, 2004-06-27 21:31 in

Jonathan Stroud - La Trilogia di Bartimeus. 1. L'Amuleto di SamarcandaOggi, complice anche il caldo, ho deciso di lasciarmi trasportare da questo libro, comprato piu' che altro per curiosita' e perche' a me il Fantasy piace, come genere.
Non pensavo di finirlo, eppure la storia e' stata abbastanza avvincente da tenermi incollata al romanzo per quasi tutto il giorno (l'ho finito di leggere prima di cena).

Non conoscevo l'autore, ma il libro era stato ben pubblicizzato da bol, e quel poco che avevo letto nella newsletter mi ha incuriosita abbastanza da spingermi ad aggiungerlo all'ordine di libri che ho fatto a giugno.
La casa editrice che pubblica questo libro (il primo di una trilogia, la Trilogia di Bartimeus) e' la Salani, la stessa dei libri del maghetto Harry Potter (alla fine ho deciso che ad Agosto leggo anche quelli).

Tornando al romanzo di Stroud, Bartimeus e' un jinn di piu' di 5000 anni di eta', nella sua vita ha servito innumerevoli padroni ed ha assistito anche ad una buona parte della storia dell'antico Egitto.
Insomma, un jinn parecchio forte ed esperto.
L'esperienza invece non e' il punto forte del giovane apprendista mago Nathaniel, che invoca il jinn per una piccola vendetta personale, che pero' scatena una reazione su scala nazionale a Londra.

L'oggetto della contesa e' il famosissimo Amuleto di Samarcanda, un oggetto di immenso potere, che e' in grado di neutralizzare le maggiori e piu' antiche forze magiche, assorbendole.
Ma perche' il mago Simon Lovelace ha rubato l'amuleto al Governo?
Nathaniel e Bartimeus si trovano a dover dipanare la matassa e risolvere una questione che porterebbe al "colpo di stato" in Inghilterra.

Mi lascia perplessa la menzione di una certa Resistenza, i cui membri (normali esseri umani, comuni) sembrano essere dotati di qualche strano potere che gli permette di individuare fonti magiche senza pero' essere loro stessi dotati di capacita' magiche.
Cosi', a occhio, pare che avremo notizie della Resistenza nel prossimo capitolo della trilogia, che l'autore sta scrivendo "tra un cambio di pannolino e l'altro" (come recita la controcopertina del volume).

Insomma, a mio personale parere, la frase in copertina ("Il nuovo evento mondiale della fantasy") non e' del tutto esagerato.

Prezzo Attuale: Euro 16,50 - Compra 'L'Amuleto di Samarcanda' Adesso!


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libro scorrevole ed avvincente per gli amanti del genere, un nuo

libro scorrevole ed avvincente per gli amanti del genere, un nuovo soffio di novit

Posted by marco dc (not verified) on Sat, 2004-07-03 23:49
Concordo, libro piacevole e davvero divertente. L'ho apprezzato

Concordo, libro piacevole e davvero divertente. L'ho apprezzato molto.

Posted by giuliano (not verified) on Thu, 2005-02-10 19:07
l'ho letto in riva al mare nel giro di una giornata e mezza: è

l'ho letto in riva al mare nel giro di una giornata e mezza: è veramente bello

Posted by Soxermy (not verified) on Wed, 2005-03-30 11:16
Ciao a tutti! Ho passato un'oretta a leggere i commenti e la

Ciao a tutti!

Ho passato un'oretta a leggere i commenti e la "piccola guerra" che ci sono stati su questo b-log all'interno della recensione del libro di Licia Troisi, e mi vedo dal commentare a tal riguardo(anche perché la moderatrice ha chiuso, a ragione, la discussione e qui sarebbe fuori tema, ma soprattutto perché non ho letto i libri della Troisi. Qui dove vivo non ci sono. E se vi domandate dove vivo, vivo in Inghilterra).

Commento invece su Bartimaeus, perché

1) ho appena finito di leggere il terzo, brillante volume di questa trilogia e sono rimasta assolutamente senza fiato

2) vorrei spingere chi non ha letto il primo e il secondo volume a leggerli e attendere il terzo, che è la perla della trilogia (il secondo, all'inizio, è un po' noioso, ma continuate a leggere perché appena appare Bartimaeus, finalmente, tutto cambia)

3) volevo confermare alla moderatrice che la sua impressione non è assolutamente errata. Chiamarlo "Il nuovo evento mondiale del fantasy" non è assolutamente esagerato, anzi. Stroud ci affascina con meravigliose descrizioni, con una prosa e uno stile brillante e spumeggiante, e com personaggi che vivranno nel mio cuore per sempre (anche perché, ahimé, non tutti vivono alla fine di Ptolemy's Gate. E il mio cuore piange per chi muore. Mi ci ero affezionata :(). Bartimaeus in primis, e a mio modesto parere l'autrice della recensione (nonché moderatrice del sito) non mette in evidenza un grosso punto a favore della saga.

Bartimaeus

Quel Djinni è un taglio, e scusate il mio "romaneschismo". Ho passato ore meravigliose leggendo questa trilogia, e soprattutto, le parti che ho adorato sono quelle dal punto di vista di Bartimaeus. non solo la sua personalità è frizzante ed è una folata d'aria fresca nel panorama del fantasy internazionale, ma le sue note in calce (e questa è una caratteristica unica del personaggio) lo sono ancora di più.

Stroud ha creato un universo che viaggia in parallelo con il nostro ma che in qualche punto ha stranamente deviato, facendo sì che il mondo si dividesse in "magicians" e "commoners". Chiedo scusa se scrivo i nomi in Inglese, ma ho avuto la fortuna, vivendo qui, di apprezzare il VERO stile dell'autore e non quello del/la suo/a traduttore/ice in Italia. Fin qu, direte, nulla di nuovo. Anche in Harry Potter c'è la divisione tra Wizards e Muggles. Tuttavia, ma novità qui è che nel mondo di Stroud, i magicians hanno asservito i commoners. Questo fin dai tempi antichi. Tutta la storia dell'umanità è rivissuta secondo la regola magicians/commoners, e, come si inizia a vedere dai discorsi di Bartimaeus ne secondo libro (cosa che io condivido in pieno anche per il nostro mondo), è che la storia è fatta secondo archi, che si ripetono incessantemente. Un impero sorge, diventa potente, asserve dappertutto, poi inizia ad avere rivoluzioni al suo interno (e, nel libro di Stroud, queste si iniziano a definire dal momento in cui alcune persone tra i commoners si rendono conto di essere dotati di una capacità chiamata "resilience", che non so come sia stata tradotta in Italiano, che gli consente di vedere i piani magici, diresistere alla magia dei demoni e così via) che lo indeboliscono e lo rendono facilmente attaccabile dall'esterno. I magicians di quell'impero vengono sconfitti, i commoners prendono il comando ma vengono scaalcati presto da altri magicians delle popolazioni vincitrici, che ricominciano il circolo vizioso.

Ma c'è qualcuno, in passato, che era riuscito a rompere questo circolo. Qualcuno che non aveva considerato i djinni come nemici dei quali non fidarsi, ma che era ginto a sacrificare sestesso per la sete di conoscenza e per poter creare un mondo dove djinni, magicians e commoners potessero vivere insieme, senza più relazioni schiavo/padrone, senza più dolore.

Questa persona era Ptolemy, uno dei tanti padroni di Bartimaeus. E Bartimaeus era il djinni che l'aveva aiutato, e che anche ora, dopo più di 2000 anni, ama assumere la forma di Ptolemy, per ricordare "come egli fosse prima di 'cambiare'"

E nel corso della storia scopriremo esattamente che cosa fosse successo.

In tutto ciò, si sviluppa la storia del giovane mago Nathaniel, ops, scusate, John Mandrake... (non è carino rivelare a tutti il vero nome di un mago, perché in questo modo può essere più vulnerabile da attacchi esterni).

All'inizio Nat è un giovane apprendista senza fortuna, ma è anche molto ambizioso e caparbio. E' desideroso di ottenere vendetta nei confronti di un certo Simon Lovelace, che lo ha umiliato in pubblico. Anche a costo di rovinare il proprio "tutore", un essere ignobile che fa Underwood di cognome.

Nat richiama con un incantesimo il potente Bartimaeus, e Bartimaeus, senza volerlo, finisce per scoprire il vero nome del suo padrone. Infatti il nostro Nat è stato così scemo da evocare Bartimaeus PRIMA di ricevere il suo nome ufficiale. Gran cacchiata la sua. Meno male che si tratta di Bartimaeus e non di chiunque altro, oppure sarebbe stato morto a metà del primo libro.

Comunque... dicevo. Bartimaeus scopre il vero nome del suo padrone, e lì iniziano i suoi guai, anche se minaccia di usare il nome di Nathaniel per distruggerlo (beh, è proprio questo che fa iniziare i suoi guai, anche se ovviamente Nat lo sapeva già). Già perché ovviamente anche quando l'affare dell'amuleto si conclude, anche quando l'affare del golem si conclude, Nat continua a non fidarsi di Bartimaeus. E lo chiama in continuazione... fin troppo.

Beh, quello è anche dovuto ad altre ragioni, 1) che gli serve e 2) motivazione della quale nemmeno lui si rende conto, che gli si è affezionato. Benché totalmente irrispettoso della sua persona, dotato di lingua tagliente, e sarcasmo a non finire, Bartimaeus è l'unico legame che John Mandrake ha con il Nathaniel che era in passato. E che cosa significa questo lo scoprirete leggendo il secondo volume, dove Nathaniel fa la figura del vanesio, stronzo e anche bastardo.

Spero che la moderatrice mi consenta la parolaccia.

Comunque, Nathaniel mi piace proprio per questo. Al contrario di Harry, e di molti altri protagonisti di molti fantasy che ho letto, Nathaniel non appare, anche fin da subito, "l'eroe senza macchia e senza paura". Grazie allo stesso Bartimaeus nel primo libro, e al punto di vista di Kitty nel secondo (ma lo si vede bene anche nello stesso punto di vista di Nat), i suoi difetti brillano e arrivano a renderlo quasi il CATTIVO del racconto nel secondo libro (leggetelo e capirete perché. Mi riferisco a un paio di scene in particolare). Adoro il fatto che nessuno dei personaggi di questa storia sia assolutamente stereotipizzato, che nessuno sia "la macchietta" ma che tutti abbiano i loro lati positivi e negativi. Soprattutto negativi. E che la storia si basi un po' su quelli.

Un'altra cosa che mi ha affascinato di Stroud è il suo stile, potente, frizzante, ti tiene legata alle pagine anche quando la trama si fa un po' noiosa (metà libro due), e non puoi smettere di leggere finché i tuoi occhi non accarezzano l'ultima parola. I suoi dettagli nelle descrizioni, mai troppo pesanti, ti avviluppano nell'atmosfera del racconto, e tu VIVI con i personaggi, VEDI questa Londra governata dai maghi, vedi l'Egitto di Tolomeo, vedi il nebuloso e affascinante "Other World" dove gli spiriti vanno a curare le loro essenze.

Ma soprattutto, vivi i personaggi, i loro dolori, le loro passioni... ridi di loro, piangi con loro... e nel finale del terzo libro... beh ragazi non voglio rovinarvi la sopresa,ma vi assicuro che ho pianto.

E io piango raramente alla fine di un libro.

Stroud è riuscito dove Pullman ha fallito, dove i più si sono persi, dove chissà se la Rowling potrà arrivare (ma la vedo brutta visto l'andazzo di half-blood prince). Ha scritto una trilogia della quale si può amare il primo, il secondo, ma soprattutto il terzo libro. ha scritto una trilogia con un finale perfetto.

Can I have more, Mr Stroud? Pretty please?

PS: sono solo io che noto come John (Mandrake) e Nathaniel siano due parti del nome dell'autore? Jonathan. Clever. Very clever.

Posted by Giulia (not verified) on Mon, 2005-11-28 00:51
[...] Jonathan Stroud - Trilogia di Bartimeus. 2. L’Occhio

[...] Jonathan Stroud - Trilogia di Bartimeus. 2. L’Occhio del Golem Quando ho letto, sempre di Jonathan Stroud, “L’Amuleto di Samarcanda“, l’ho trovato piacevolissimo, mi pare giusto prenderne la prosecuzione… [...]

Posted by DElyMyth - /dev/null - Altri libri, dato che ne ho pochi&#82 (not verified) on Fri, 2006-02-03 20:45
quanto costa!!!!!!!! che

quanto costa!!!!!!!!
che vergonga!!!!!!!

Posted by Cutie Coward (not verified) on Sun, 2008-11-02 12:10
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