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V Per Vendetta (Azione, 2005) (DVD)
Puo' un film lasciare l'amaro in bocca?
Penso proprio di si, dato che e' quello che mi e' successo ieri sera dopo aver visto V Per Vendetta.
I continui riferimenti al Conte di Montecristo mi hanno riportato alla memoria un libro (e un film) che ho molto apprezzato a suo tempo, ma che purtroppo mi hanno messo tristezza.
Se infatti e' vero che il punto cardine del film non e' la questione "sentimentale" bensi' quella ideologica, il finale mi ha messo un po' di tristezza (da che il guardarmi, subito dopo il film, una puntata - registrata ovviamente - del Dr. House :P).
Il futuro comunque resta sempre un tema piuttosto inquietante.
La tendenza al "controllo" (delle informazioni, ma non solo) che i nostri Governi sembrano voler esercitare puo' in effetti portare a scenari come quelli di V Per Vendetta...
Un futuro che per certi versi puo' anche somigliare a quello del 1984 di Orwell.
Un futuro che non voglio vivere, ma che ogni tanto temo che mi trovero' a vivere.
Lo so, possono sembrare riflessioni stupide, pensieri inutilmente cupi, ma sono questi i pensieri che mi trovo a fare quando vedo film che propongono scenari futuri di questo genere.
Il DVD su BOL:
V Per Vendetta (DVD)






.. un capolavoro..
Raramente un film mi ha emozionato in questa maniera..
Nel fosco scenario di una Inghilterra totalitaria e piegata alle logiche del potere, un uomo cerca di far risvegliare le coscienze di una popolazione rassegnata ad essere manipolata, controllata, defraudata di qualsiasi diritto in nome di una presunta "sicurezza"..
V riesce con azioni clamorose e spettacolari a svegliare le coscienze assopite del popolo inglese, ad instillare il dubbio persino nei rappresentanti della legge spiegando con lucidità in quale maniera questo potere assoluto era stato conseguito..
Ma questo non basta, occorre ridare dignità al popolo e fare in modo che possa di nuovo prendere in mano il proprio destino liberandosi dall'oppressione..
.."un palazzo non è che un simbolo e sono gli uomini che danno valore ai simboli.."
Il monologo di V alla televisione è un pezzo indimenticabile di grandissimo cinema..
.. "ma ancora una volta, a dire la verità, se cercate il colpevole non c'è che da guardarsi allo specchio.. "
.."l'equità, la giustizia, la libertà sono più che parole, sono prospettive.."
.."non sono i popoli che debbono aver paura dei governi ma i governi che debbono aver paura dei popoli.."
...Alcuni hanno voluto associare le verità che si dipanano nel corso del film alle teorie complottistiche sull'11 Settembre mentre in Italia ritorna in mente la stagione delle stragi senza nome, della strategia della tensione e di come questo paese abbia perso completamente la sua coscienza civile e si sia rassegnato ad essere governato da personaggi che tutto hanno a cuore fuorchè il benessere e la dignità del popolo..
V ha la capacità di riportare il desiderio di vita nel cuore degli inglesi sottolineando che la misura è colma e che solo il popolo può decidere di se stesso..
La ritrovata unità del popolo che marcia compatto ed in silenzio sotto le maschere di Guy Fawkes fa capire a chi detiene il potere che le guerre possono essere vinte solo contro gli eserciti ma mai contro il proprio popolo ed anche qui le citazioni e le simbologie sono fortissime..
.."ci chiamiamo tutti Spartaco.."
.."siamo tutti Luther Blisset.."
Il popolo è l'anima indomabile di una nazione se è unito mentre è solo marmaglia se è diviso...
.."divide et impera" dicevano i Romani che la sapevano lunga in fatto di oppressione..
Questo film è davvero stupefacente nel dipanarsi della storia fino al catartico finale in cui emergono da sotto le maschere anche tutte le persone che avevano pagato con la vita la loro diversità o la loro voglia di libertà..
La straodinaria prova di attore di Gabriele Lavia che doppia V nella edizione italiana regala momenti di altissima recitazione e da al personaggio uno spessore che rende appieno la drammaticità del ruolo..
Evey Hammond magnificamente interpretata dalla ex bambina prodigio Nathalie Portman ha il suo momento più alto nel trovare il coraggio prima di affrontare la morte e poi di compiere sino in fondo il progetto di V..
.."allora preferisco morire dietro al deposito dei prodotti chimici.."
.."questo paese non ha bisogno di un palazzo.. Ha bisogno di speranza.."
Questo film è un pugno nello stomaco per un paese come l'Italia dove tutto è andato oramai perduto, persino l'identità nazionale o individuale, un paese dove i mafiosi diventano eroi ed i ladri ministri, dove la menzogna e suburnazione hanno sostituito il dialogo ed il confronto e dove l'odio, la paura e la paranoia vengono alimentati pur di conseguire il potere a scopo personale..
Questo film dovrebbe far riflettere molti visto che è estremamente attinente alla attuale realtà italiana dove la manipolazione dell'informazione, il controllo e la censura sono diventati la regola ed i cittadini sono stati persuasi che non esista altra via possibile..
Putroppo in Italia non ci sarà mai un popolo che prenda coscienza di tutto questo perchè chi lo manipola riesce sempre ad addossare ad altri la colpa di una situazione che sta diventando senza uscita, si riesce solo ad alimentare odi e diffidenze, prevaricazioni ed invidie senza che nessuno mai si assuma nemmeno la più piccola responsabilità..
Il problema è che in Italia un popolo non c'è mai stato se non in alcuni momenti davvero tragici mentre oggi la massima unione di questo presunto popolo viene raggiunto nell'esultanza per undici azzurri o una macchina rossa finchè non ci toglieranno anche questo..
Questo film è un ritratto brutale di un paese che potrebbe essere questo e la storia di un riscatto o di un guizzo di orgoglio che qui non ci sarà mai..
Quest'opera geniale nata da un fumetto è quanto di più impietoso si potesse dire di una democrazia in agonia come questa che almeno prima era solo formale e non sostanziale ma almeno non aveva censori mentre oggi lo scenario è davvero cupo ed in nome della "privacy" si possono nascondere anche i vizi più orrendi..
Questo non riguarda solo l'Italia ma in Italia è come acido gettato sulla pelle, è come i cappucci neri che inghiottono le persone riducendole al silenzio mentre gli intrallazzatori, i criminali, i mafiosi, i massoni vanno ad occupare le alte cariche promettendoci "pace e sicurezza" mentre i lavoratori muoiono perchè nessuno fa rispettare le leggi e mentre si lavora senza essere pagati perchè non c'è nessun tipo di tutela per nessuno che non faccia parte di una certa casta..
.."perchè la verità è che c'è qualcosa di terribilmente marcio in questo paese..."
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P.S. La versione cinematografica de "il Conte di Montecristo" è obbrobriosa al punto di sembrar tratta da tutt'altro romanzo, alcuni personaggi sono addirittura scambiati tra di loro senza nessun motivo plausibile ed il film, se così si può chiamare risulta totalmente di fantasia..
Se vuoi rileggere il libro ti consiglio una edizione originale in due volumi..
Davvero, sarei tentata di cancellare la mia e metterci la tua, che e' piu' completa, ha piu' citazioni, fa un'analisi fenomenale anche della realta' (triste) italiana...
E ha sortito l'effetto collaterale di farmi sentire terribilmente superficiale -.-
Per Montecristo, io ho prima letto il libro, anni fa, nell'edizione integrale in due volumi uscita con il Corriere della Sera.
Non so descrivere le sensazioni che mi ha portato quel libro, ma resta per me un capolavoro (al di la' del fattore "vendetta" che comunque ci sta sempre bene).
(e mi sento di nuovo superficiale, vabbe')
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=> Don't Let Your Fears Stand In The Way Of Your Dreams! <=
... Me lo sono rivisto anche se lo so a memoria...
Come V che rivede sempre il Conte di Montecristo e che si emoziona ogni volta..
Quello che ci mantiene vivi è proprio la capacità di provare sentimenti, la capacità di commuoversi, di amare, di odiare e quant'altro..
Non è un caso che qualcuno abbia scelto questo film come manifesto di rivolta, non è un caso che questo video
http://it.youtube.com/watch?v=rr5umA_cEp8&NR=1
rappresenti il momento più alto della presa di coscienza degli italiani contro la propria classe politica, un grido di dolore rimasto putroppo inascoltato perchè magari il giorno dopo c'era la partita..
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