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« Un Saluto ad Alex Badalic | Main | Giorno di Merda #2 (spiegazioni) »
martedì
giu222010

Crisi: Si Spreca, Non Si Investe, Ci Si Lamenta

Ok, non sto qui a dire che non ci sia crisi, ma in certi momenti ti poni delle domande, e domande serie.

Oggi, ad esempio, quando nella posta (quella fisica) mi sono trovata un bellissimo (davvero!) book fotografico di un'azienda che fa allestimenti (fieristici).
Gli stand, per intenderci.

Rilegato a spirale (vabbe'), stampato a colori su carta fotografica lucida e piacevolissima al tatto.

Lo chiamano Marketing, direct Marketing per essere precisi.
E quindi, dato che io sono (fui?) azienda e participai (SMAU 2009) ad una fiera come espositore, mi arrivano anche queste cose.
Mai richieste, ovviamente, ed interamente a spese loro.

Uno spreco di soldi allucinante. 

Si, perche' come a me non interessa la loro roba, presumo che interessera' poco anche ad altri, ma il book in questione loro lo stampano (pagando) e lo mandano (ri-pagando) lo stesso.

Ora, vero che non ho provato a smarkettarli (non so se ci provero', ma la tentazione e' forte), ma sono quasi certa che, nel momento in cui gli si andasse a proporre BuzzTrainers, loro direbbero che "no, costa troppo, c'e' crisi, non abbiamo budget".
Pero' i book fotografici continuerebbero a stamparli e mandarli, buttando via soldi e regalandomi altre cose da ritagliare ed appiccicare agli armadi a mo' di "tappezzeria". 

Ti porti a casa clienti cosi'?
No.
Perche' nell'elenco di SMAU io ci sono, come espositore, e purtroppo con una casella di posta che non ho piu', quindi non mi posso nemmeno cancellare.
E chissa' quanti altri, ex espositori non piu' in attivita', stanno ricevendo la stessa cosa.
Soldi buttati in un Marketing vecchio stampo, che spara nel mucchio sperando di portare a casa una conversione dell'1% (anche da espositore ho cestinato brochure), quando altri metodi, forse piu' "visionari", potrebbero portare tassi di conversione piu' elevati, con meno invii ma piu' mirati, solo a persone effettivamente interessate, con un tasso di conversione che potrebbe arrivare al 10%.

Meno spesa, piu' conversioni.
Ma non hanno budget.
Perche' stampano book fotografici. 

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Reader Comments (7)

Dio solo sa quanto hai ragione, qualche giorno fa pensavo esattamente la stessa cosa. Speriamo che in tanti mettano la testa a posto :/

giugno 22, 2010 | Unregistered CommenterBl@ster

Il problema principale e' che le aziende sono vecchie dentro , e chi le gestisce preferisce andare avanti come ha sempre fatto ( tanto gli mancano 5-6 anni ad arrivare alla pensione) piuttosto che reinventarsi e riaggiornarsi.

A loro difesa c'e' anche da dire che tu cestini la brochure e apprezzeresti di piu' una risposta tempestiva e completa ad una mail o a un tweet , conosco invece aziende (rappresentanti commerciali di abbigliamento ) che a tutt' oggi non hanno ne sito ne mail e portano avanti tranquillamente il loro business con telefono fax e posta cartacea , per queste aziende la brochure e' un mezzo che ha un tasso di conversione , il Buzz sarebbero soldi buttati.

Mano a mano che ci sara' il turn-over generazionale allora ci sara' un aggiornamento della mentalita' (salvo quelli che pur vicini alla pensione sono giovani dentro) ed allora non ci saranno piu' brochure stampate ma nuove soluzioni.


p.s a proposito dell' essere vecchi dentro e di non recepire i feedback dagli utenti , cosa ne pensi del nota bene in fondo a questo articolo ... io lo leggo come
"non mi interessa quello che pensate voi lettori io ho deciso di scrivere cosi' e quindi ho ragione io a priori"

http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=12595&numero=999

.

giugno 22, 2010 | Unregistered Commentersimone

@Simone:
Il funzionamento o meno del mandare costosa cartaccia alla gente non dipende dall'eta' di chi la manda.
E' sempre costosa cartaccia che ha un tasso di conversione bassissimo.

Un giorno cambieranno?
Beh, buon per loro, smetteranno di buttare soldi e fare a pezzi alberi solo per il gusto di mandare cartaccia in giro, ma non significa oggi non possano farlo ed iniziare da subito a sfruttare le nuove tecnologie cestinando del vecchiume che ha solo costi e pochi rientri (in proporzione a quello che potrebbero ottenere facendo altro, paradossalmente risparmierebbero anche con l'e-mail marketing, avendo lo stesso identico tasso di conversione della cartaccia attuale ma risparmiando in stampe e francobolli, usando lo stesso database).

Per la frase che critichi, sinceramente, se ogni volta che scrivessi in un post una parola si scatenasse un flame, farei esattamente come l'autore.
Per criticare l'uso di quel termine, rimando altrove.
(come dire, il sito e' suo, se non ti piace come e' gestito, nessuno ti obbliga a leggerlo)

giugno 22, 2010 | Registered CommenterDElyMyth

Lo so che il vecchiume ha solo costi e pochi rientri , pero' questo e' un ragionamento che fa una ditta che vuole crescere e che vuole aggiornarsi .. se invece il fine ultimo della ditta e' solo quello di durare altri 4-5 anni e poi andare a giocare a golf con quelli che oggi ricevono la brochure e vantarsi che negli ultimi 5 anni le proprie brochure erano le piu' belle , questa e' un altra prospettiva.
A mio parere per ogni prodotto o servizio c'e' una parte di utenza che potrebbe essere interessata e che quindi sono da raggiungere ed una parte a cui non interessa per nulla e a mio parere forzare troppo la mano cercando di obbligare tutti a seguire le nuove mode non porta a niente.
Insistere sulla parte sbagliata e' un po come mandare una brochure a chi non e' interessato ; una perdita di tempo e di soldi.


Per la frase dell' articolo io non sottolineavo l'uso di un termine piuttosto che di un altro ma il fatto che i feedback che nel tempo sono stati generati dagli utenti sono stati completamente ignorati o addirittura visti come seccatura , a mio parere nel web e' importante stabilire un dialogo bidirezionale con i propri utenti e valorizzare i feedback degli utenti senza fossilizzarsi sulle proprie posizioni.

giugno 22, 2010 | Unregistered Commentersimone

@Simone:
Ok, e' un ragionamento da chi vuole campare ancora pochi anni.
E allora smettiamola di cercare modi per uscire dalla crisi, se alle aziende non interessa.
(leggere titolo e post prego).
Il mio discorso e' che e' inutile lamentarsi della crisi se poi non si fa nulla per uscirne.
Ok che anche lo Stato dovrebbe fare qualcosa, ma se un'azienda che butta soldi nel cesso dice "c'e' crisi", se la cerca la cazzo di crisi!

Per la questione dell'articolo, bisognerebbe vedere il discorso nel suo complesso.
Per come l'ho letta io e' semplicemente uno che si e' sfracassato le palle di leggere sempre gli stessi commenti quando utilizza un termine in un post.
E da persona che ci e' passata appoggio in pieno la sua decisione.
Togliere il rumore ridondante dai commenti per lasciar passare solo cio' che e' rilevante.
A meno che tu per "dialogo" non intenda che su Internet ognuno deve poter dire e scrivere quello che gli pare, dove gli pare e il povero proprietario del sito deve per forza accettare tutto, anche le discussioni che si ripetono ogni 2 giorni, identiche, sullo stesso argomento.

Rispettare l'utente e le sue idee si, ma anche il padrone di casa merita un filino di rispetto eh...

giugno 22, 2010 | Registered CommenterDElyMyth

Concordo con l'articolo.
Anche io mi metto nella fila di chi pensa alla motivazione culturale.
Ed anche io non sono del tutto convinto che basti aspettare "la nuova generazione" per vedere cambiare le cose.
Se non altro perchè il tasso di ricambio generazionale in Italia è estremamente leeeento quindi è una sfida persa in partenza.
Credo proprio che chi adotta questo approccio ha perso lo spirito imprenditoriale, che a mio parere implica essere pronto a rischiare per ottenere un miglioramento.
Secondo me dovreste anche offrire consulenza su come passare dalla mentalità "fax+telefono" a quella "email+twitter" :)

giugno 24, 2010 | Unregistered Commenterwintermute

Sono convinto che sono le regole dell'economia ad essere cambiate, e ci di deve ancora abituare dando alle giuste cose, il giusto valore.

giugno 28, 2010 | Unregistered CommenterAndy

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