Sulla Responsabilita' ed Etica per i Blog ed il Buzz Marketing - #AdvEtica
domenica, marzo 21, 2010 at 9:43PM In seguito alle polemiche dei giorni scorsi, oggi ci siamo trovati presso gli uffici di TheFool (grazie Matteo!) per discutere dell'argomento.
Tra i presenti in loco c'erano: Matteo Flora (The Fool S.r.L.), Giovanni Pola (Connexia), Stefano Vitta e Lara Finiguerra (ZZUB), Simone Lovati (ADVBOUCLE Strategic Minds), Umberto Lisiero (PromoDigital), Roberto Dadda, Francesco Moretto, Marco Camisani Calzolari (Speakage), Alessandro Vitale (DBA Trade).
Lo streaming ha retto per tutta l'ora e mezza di discussione (benedetta Ustream?) e nella conversazione sono intervenuti, da remoto, anche Roberto Felter, Gioxx, Wolly, Alexiaco, Andrea Contino, Luca Sartoni (da Vienna!) e altri che al momento non mi vengono in mente (scusate, in questi giorni sto prevedibilmente perdendo colpi -.-)
Qui di seguito trovate la registrazione dello streaming:
Personalmente non credo che la questione sia arrivata ad una vera e propria "conclusione".
Molti i punti lasciati aperti (come potete vedere da voi dal video) e molte le cose che andrebbero dette e fatte ancora.
L'approvazione preventiva dei post (per qualunque ragione...) resta un problema (la parola moderazione, si sa, piace poco), sarebbe meglio differire il pagamento ma lasciare la pubblicazione a discrezione del blogger.
Il fatto che i blog non siano regolamentati non significa che possiamo fare sempre e comunque quello che vogliamo...
Cioe', si potrebbe, ma dovremmo considerare che spesso finiamo noi tra i primi risultati di Google, e questo e' quello che vede chi cerca un prodotto o delle informazioni, ed indicare solo alla fine del post il fatto che e' sponsorizzato non risolve il problema (andrebbe messo all'inizio, come aveva fatto Gioxx prima di cancellare il post causa troppe polemiche).
In effetti, come fa notare anche Mafe, di pubblicita' si tratta, ed e' soggetta a regolamentazione.
Al momento la situazione non e' chiara, gli Sponsored Post non sono adeguatamente segnalati come tali, e le FAQ di PromoDigital non aiutano in questo senso (pare che domani ne uscira' comunque una nuova versione, vedremo...):
(screenshot dell'altro giorno, scaramantico)
Insomma, il discorso e' abbastanza ampio, i problemi ci sono (chi scrive da anni non tollera di essere pre-approvato), e forse uno standard per la "taggatura" dei post (sponsorizzato, comunicato stampa, farina del mio sacco, etc...) potrebbe aiutare, ovviamente con tanto di link a come sono gestite/taggate le cose.
Insomma, se noi blogger sappiamo di cosa si parla, il popolo comune (la stragrande maggioranza della gente "la' fuori") di Blog e Social Media non sa un cazzo.
Che utilizzino YouTube ogni giorno, che passino la meta' del loro tempo libero su Facebook, non significa certo che sappiano il significato della parola "Buzz" e che capiscano che un blogger puo' scrivere peste e corna di prodotti che gli vengono magari anche regalati.
E che ci piaccia o no, in quanto persone che pubblicano cose visibili a tutti, abbiamo anche la responsabilita' di non prendere in giro chi capita sul nostro sito cercando informazioni e non markette.
Altri pensieri sull'argomento (da aggiornare man mano, in caso segnalate nei commenti che aggiorno):
- Da Dove e' Iniziato (autoreferenziale)
- Andrea Contino
[Ustream]
DElyMyth |
10 Comments |
AdvEtica,
Advertising,
Blog,
Buzz Marketing,
Etica,
Markette,
Reponsaibilita',
Social Media,
Social Media Marketing,
Sponsored Post,
The Fool,
Video in
Blog,
Video,
Web 2.0 



Reader Comments (10)
segnalo che le faqs, rispetto allo screenshot, stamattina sono già state ri-redatte :) riporto la parte, a mio parere, centrale: "Il processo di convalida consiste nel controllo della presenza del disclaimer "sponsored conversation" e dei link no follow di modo da assicurare ai lettori del blog la massima trasparenza. La convalida quindi non prende in cosiderazione la natura dei giudizi espressi nel post nel quale il/la blogger può esprimere liberamente le proprie opinioni sull'oggetto della campagna." grazie ancora a tutti per la discussione, a mio modo di vedere cmq costruttiva ;)
Umberto, non prenderla male, ma sai che tra i "vostri" blog ne esistono di "anziani".
Non sono l'unica che scrive da sei anni, e saprei anche farmi un CMS da sola (e anche qui, non sono l'unica).
Non pensi che a persone in grado di inserire da sole i link in questione basti dire "mettete quei link altrimenti non vi paghiamo"?
Per quanto sia "leggera", e' sempre "moderazione", e non vedo perche', se non ho i commenti moderati, devo lasciarmi moderare i post (da fuori, peraltro).
grazie elena per darmi modo di approfondire ancora la questione ;) la nostra è semplicemente una scelta. una scelta, quella della convalida intendo, che permette di tutelare il LETTORE del blog con la presenza del disclaimer e dei link no follow, il BLOGGER che può subito sapere se il suo contributo verrà retribuito e il BRAND che può diffondere nella Rete informazioni corrette circa l'oggetto della campagna (se, ad esempio, un cellulare possiede una memoria da 32 giga non sarebbe esatto riportare caratteristiche differenti). aggiorno nuovamente le faqs.
Umberto, qui non sono le faq, puoi dare motivazioni finche' vuoi, ma messa cosi' io che scrivo da sei anni penso: "ma che cazzo, se mi dicono che il cellulare ha 32gb di memoria saro' anche capace di scrivermelo da sola!", idem per il rel=nofollow.
cioe', messa cosi' penso che proprio fiducia nei miei confronti ce ne sia zero.
Non ci vedo "tutela" per il blogger, ci vedo un "non siamo sicuri che tu sia in grado di descrivere le caratteristiche dei prodotti e di mettere un rel="nofollow"".
buh, personalmente non la vedo come una mancanza di fiduca nei confronti del blogger. ripeto: la verifica può essere fatta prima o dopo la pubblicazione del post. noi abbiamo scelto la prima opportunità. massima libertà ai blogger di decidere se partecipare o meno alle loro valutazioni su nostro modus operandi ;)
...in base alle loro alle loro valutazioni su nostro modus operandi ;) [sorry mi ero dimenticato "in base"]
Umberto, ok, potete/potevate scegliere se verificare prima o dopo, avete scelto il "prima", quindi chi vuole scrivere senza pre-approvazione non partecipa.
Ma non offendetevi se vi si fa notare che potrebbe essere vista/letta come moderazione a priori.
C'e' chi non la gradisce (io e altri), e ve lo fa notare.
Se la scelta e' vostra noi siamo liberi di mostrare il nostro disappunto, voi siete liberi di mantenere la vostra posizione.
Ma certo non potete aspettarvi che io dica "e' giusto e corretto", dal momento che nessuno si e' mai permesso di chiedermi di fargli vedere un post prima di premere il tasto per la pubblicazione (in sei anni e mezzo).
Io francamente non riesco a cogliere il problema nella sua drammaticita' (vera o supposta).
Dato per scontato che parlare di "moderazione" non mi sembra corretto (nessuno ti *impedisce* di pubblicare alcunche' dove ti pare, semplicemente il pagamento dell'articolo e' sottoposto a *validazione* rispetto a delle guidelines) in realta' il modello di validazione proposto da PromoDigital e' quello applicato - per esempio - alla letteratura scientifico-giuridica da tempi immemori.
Esempio di vita vissuta.
Ricevo dal curatore di un progetto editoriale l'invito a scrivere un capitolo sull'argomento X. Gli editori stranieri normalmente ti offrono anche un modesto compenso di qualche migliaio di euro.
L'argomento X mi interessa, penso di poter dire la mia, accetto l'invito.
Una settimana dopo mi arriva il writer's pack, con tanto di volumetto con le linee guida redazionali (font compresi, spaziature, stile delle citazioni, impostazione dell'articolo con indice di sezione e riassunto a pie' di capitolo etc. etc.)
Scrivo il mio contenuto e dico quello che penso.
Invio il contributo al curatore dell'opera il quale non si azzarda nemmeno a dire alcunche' sui contenuti, ma valida la mia bozza contro le guidelines che mi ha mandato e se trova qualche problema mi invita a rivedere il contributo.
A quel punto io posso:
1) adeguarmi alla richiesta e quindi arrivare alal pubblicazione
2) fregarmene altamente. Con la conseguenza che il contributo non va in stampa ed io con lo stesso posso farci qualunque cosa, dal pubblicarlo a mie spsese, dal metterlo sul web o farne strame.
Nessuno ha mai gridato alla censura, nessuno si e' mai stracciato le vesti.
Fino a quando l'attività di PromoDigital sara' esclusivamente di validazione contro delle linee guida (chiamiamole pure brief) conosciute prima dell'accettazione dell'incarico io continuo a non vederci niente di problematico.
Se le contestazioni formali appariranno strumentali ad una censura rispetto al contenuto se ne potra' riparlare ma - a che mi risulta - si e' innocenti sino a prova contraria.
G., il problema e' che dicono che per essere pagato devi aspettare a pubblicare (poi fanno eccezioni, ok, ma farebbe fede quello che sta scritto, ovvero che il pagamento e' subordinato al fatto che prima di pubblicare attendi l'"ok"), che e' ancora diverso da quello che scrivi tu ("il pagamento dell'articolo e' sottoposto a *validazione* rispetto a delle guidelines", a meno che nelle guidelines non inserisci anche il "pubblichi dopo").
Poi, ripeto, a me (personalmente) non sta bene mi dicano "devi pubblicare DOPO il nostro ok perche' dobbiamo controllare che tu sia in grado di mettere il "nofollow" e scrivere i dati correttamente come te li abbiamo passati", Umberto mi dice che loro avrebbero potuto scegliere se la pubblicazione da parte (ad esempio) mia doveva essere prima o dopo la validazione.
Loro hanno fatto una scelta, che in questo caso ha portato a critiche (non solo mie), io ho deciso di dire che aspettare l'approvazione non mi stava bene ed invece di dirlo in privato a loro l'ho scritto in pubblico.
Certo il discorso e' sterile, dato che nessuno cambiera' opinione in merito.
A questo punto si potrebbe anche chiudere il discorso in effetti (tanto ripetiamo sempre le stesse cose -.-)
non ci offendiamo elena, garantito :)