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venerdì
gen272012

Ultrabook. Provati ed Apprezzati :D

Si sa, io sono assolutamente una maniaca dei portatili.
Ingombrano poco, si possono trasportare se si va in giro, e si possono spostare dalla scrivania per usarli in cucina.
Soprattutto, permettono di avere un singolo computer sia per quando si sta a casa tranquilli a cazzeggio sia per quando si va in giro (che sia per lavoro oppure per piacere).

Quest'anno c'è anche stata una grande novità nel settore, ovvero i cosiddetti Ultrabook.

Il nome è stato coniato da Intel, che ne ha spinto la realizzazione, e che mi ha fatto pervenire due modelli per le prove prodotto (pubblicate qui e qui su Virtual).

Inutile dire che mi hanno convinta, proprio perché incarnano il mio ideale di portatile.
Leggeri, sottili, con un'autonomia molto buona, ma pur sempre in grado di dare prestazioni paragonabili a quelle di computer portatili "standard".

Il primo dei due che ho usato (per una settimana abbondante) è stato l'Asus Zenbook, modello di punta di Asus (e si vede anche dal prezzo), che ricorda (come mi è stato fatto notare da qualcuno) il Macbook Air.

Il design in alluminio, il disco a stato solido e l'avvio ultraveloce sono in effetti caratteristiche in comune con l'Air, ma la presenza di due porte USB invece di una lo rendono molto più utilizzabile.

Tra l'altro, su Amazon dichiarano che lo Zenbook ha un'unica porta USB, confermo invece di averne utilizzate due, quindi su Amazon segnano sbagliato :P (occhio)

Il secondo provato è stato l'Acer Aspire S3, più economico dell'Asus (probabilmente per il maggiore utilizzo di plastica e per l'utilizzo di un Hard Disk tradizionale invece di quello più performante a stato solido) ma comunque più che degno di nota.

Anche in questo caso, mi ci sono trovata più che bene.

Entrambi i portatili li ho usati come sostituzione del mio (ormai quasi da pensionare) Alienware, e la prova mi è stata utile anche in previsione del "devo cambiar portatile", cosa che mi toccherà quest'anno (l'Alienware l'ho usato troppo, ed un difetto di fabbrica al monitor lo rende poco trasportabile senza rischio che si stacchi il display -.-).

Quindi, considerato prezzo, prestazioni, peso e dimensioni alla fine rinuncerò per l'ennesima volta al lettore dvd integrato, ma andrò a spendere notevolmente di meno, soprattutto perché l'Acer lo vendono da Mondadori (799 l'ultima volta che ho guardato).

I 4Gb di ram integrata rendono gli Ultrabook computer a tutti gli effetti, a differenza degli ormai (secondo me) soprpassati Netbook, limitati a 2Gb a causa del processore Atom.

Nel corso dell'anno poi ne usciranno (stanno già uscendo, a dire il vero) altri modelli, ed anche se il prezzo è superiore a quello dei portatili standard (che ormai in alcuni casi stanno anche sotto i 500 Euro), il vantaggio innegabile del peso (la metà rispetto agli altri) mi fa pensare che spenderci 700/800 Euro possa valerne la pena, pure in previsione di sostituire il portatile come mio solito dopo due anni.

Per tenersi aggiornati sui modelli disponibili, si può tenere d'occhio anche Amazon.it, più fornita dei negozi di elettronica normali.

mercoledì
gen112012

Milano, Congestion Charge, Area C, Mezzi Pubblici...

Secoli che non scrivo un post "normale", ma visto che a Milano ci abito, e che spero anche di riprendere a lavorare, la questione Congestion Charge mi tocca abbastanza da vicino.
Premettendo, tra l'altro, che la macchina per andare a lavorare l'ho usata solo quando proprio proprio mi serviva (quando ho fatto una consulenza nel bergamasco, piuttosto che nel periodo in cui facevo presidio notturno a Settimo), o per sfinimento da mezzi pubblici.

Sì, perché è tanto bello diminuire il traffico, ma la nostra rete di trasporti pubblici non mi sembra oggettivamente in grado di sopportare altre persone sugli stessi mezzi, oltre ad avere problemi che possono rendere pesante la vita per chi in ufficio deve arrivarci puntuale ogni giorno.

A proposito di Area C, lunedì ci è arrivata la lettera di Pisapia per "pubblicizzarne" l'entrata in vigore (una settimana di anticipo), e ieri la Social Media News Release con questo video:

Bene o male, il video ripropone quanto scritto nella lettera, salvo lo specificare che l'accesso gratuito a disabili è previsto "per legge" (altrimenti nemmeno loro potrebbero entrare gratis, mi sa), mentre sul sito viene specificato anche che, i veicoli adibiti al trasporto disabili possono circolare gratis solo se il disabile è a bordo e previa registrazione della targa (andarlo a prendere in situazioni di emergenza non è previsto).

 

Tariffe, tasse, e balzelli a parte, prendendo già adesso i mezzi quando possibile, posso essere contenta del potenziamento (dettagli ATM), non fosse che, leggendo sul sito ATM, e fatti un paio di conti, scopro che il potenzamento dei mezzi sarà pari a circa il 10%, forse meno (i conti li ho fatti di fretta e a spanne).

A questo punto ricordo come, un annetto e mezzo fa, andando ogni giorno in Brown Editore (zona Piazzale Lagosta) da Piazzale Accursio, prendevo il 14 ed il 7, due tram che per tutto il percorso stanno in preferenziale (quindi non soggetti a traffico).

 

Alcune mattine mi andava bene.
Attesa minima per entrambi i tram, tempo di percorrenza 45 minuti, accettabile.
Altre mattine era un po' peggio.
Il 14 (che Viale Certosa, dal capolinea ad Accursio, se lo fa tutto in preferenziale) sono arrivata ad aspettarlo VENTI MINUTI, mentre il 7, che partiva dal deposito Messina e lo prendevo alla fermata successiva, un giorno l'ho aspettato mezz'ora.
Alle nove del mattino
Tempo di percorrenza massimo quindi un'ora e 45 minuti, un'ora in più del tempo minimo, e non su una tratta di 100km, non da fuori Milano a dentro, da Milano a Milano, in corsia preferenziale, quasi un'ora di tempo di attesa sommando i due tempi di attesa dei due tram che prendevo.

Altra storia, altro percorso per la stessa tratta.
Filovia fino a Lotto, M1 fino a Cadorna, M2 fino a Gioia, tre mezzi ma con due metropolitane la situazione dovrebbe essere migliore.

La filovia (90/91) passa, alle 7.30 del mattino, ogni cinque minuti circa (nonostante il traffico), e quando arriva alla fermata non è comunque abbastanza capiente.
O si sale sul mezzo pieno (zeppo), oppure, come è successo una mattina, 10 persone alla fermata vengono lasciate giù dall'autista che chiude le porte (tanto non ci si entrava comunque).
Metropolitana linea 1 stessa storia, ogni tanto non ci si sta e si aspetta quella dopo (dai due ai cinque minuti).

Ora, se si vuole convincere chi già prende i mezzi (io) a prendere i mezzi, forse potenziarli sarebbe il minimo, e forse farlo PRIMA di impedire la circolazione in macchina.
Alcune zone di Milano sono infatti collegate da schifo (per essere gentili), come per esempio Via Mecenate, zona in cui ci sono aziende ed uffici, servita solo dal tram numero 27, che passa ogni 7-10 minuti e fa un giro allucinante.
Preso una volta il 27 da Mecenate per arrivare a Lorenteggio, cambiando in centro, tempo di percorrenza due ore.

Ora, ripeto, i mezzi li prendo, che odio parcheggiare e spero sempre di riuscire a leggere sui mezzi, e sarei ben contenta (lo dico da anni) di pagare anche due euro di biglietto ATM (ma anche tre) se il servizio funzionasse.
Il problema è che non funziona.
E spesso, dalla filovia, dall'autobus, o dal tram in cui sono pressata come una sardina in scatola, guardo le macchine ferme in coda.
Non li invidio, ma li ringrazio per non essere anche loro su un mezzo di trasporto sovraccarico come quello su cui sono io.

Perché se già oggi ogni tanto si deve aspettare "quella dopo" per riuscire a salire sul mezzo pubblico, più persone peggiorerebbero solo le cose.
E non tutti gli uffici hanno orario flessibile.

Ad ottobre uscivo di casa tra le 7 e le 7.30 per arrivare in ufficio alle 9, arrivando più spesso alle 9.15 che alle 9, in un posto senza orario flessibile, e quindi con rischio scalate di ore dai permessi perché i collegamenti sono fatti male, i mezzi sono pieni, e non ci si riesce a salire.

Certo, la validità del biglietto ATM è stata estesa a 90 minuti, ma chi vive a Milano e lavora a Milano forse vorrebbe impiegare meno di un'ora e mezza per arrivare al lavoro.
Forse si vorrebbe salire su mezzi pubblici effettivamente prendibili, non finire stipati su un autobus con un gomito altrui nelle reni solo perché sennò si arriva tardi al lavoro e si devono usare i permessi.

Per carità, bello avere meno traffico, ma prima preferirei mezzi pubblici funzionanti, non l'incubo di trovarli messi ancora peggio di quanto non siano già oggi. 

Questo era per i fanatici della riduzione del traffico, che usare di più i mezzi è meglio.
Passiamo ora ai fanatici dell'inquinamento, prendendo spunto da Motocivismo
Anzi, no.
Quello vi invito a leggervelo da loro, guardando le tabelle ARPA con la situazione degli inquinanti in Milano, in progressivo calo ed in gran parte dovuti ai riscaldamenti delle abitazioni.

Aggiungo solo che trovo Assurdo leggere su Facebook che, visto che costringere le persone a cambiare le caldaie a gasolio (inquinanti) è un casino, vale la pena punire gli automobilisti.
Trovo assurdo paragonare Milano a Londra.

Perché, quando ho contestato l'efficienza di ATM dicendo che ad attraversare Milano ci si sta un'ora e mezza, mi è stato risposto che è lo stesso per Londra.
Ma avete guardato le cartine?
Avete guardato la mappa dei mezzi pubblici londinesi in confronto alla nostra?
Avete mai perso un treno della metropolitana di Londra per scoprire che quello dopo arriva dopo un minuto mentre da noi si aspetta dai due ai cinque minuti

Se si vuole fare il paragone si faccia, ma non solo per l'inquinamento ed il traffico.
Se vogliamo diventare come Londra, dotiamoci di un trasporto pubblico che possa competere.

E no, io più gente sui mezzi pubblici non la voglio. 

lunedì
dic192011

Christopher Paolini - Eldest (Edizione Kindle)

Devo ammettere che libri senza ingombro e peso mi porta a leggere in più occasioni.
Dopo aver letto Eragon, ho deciso di proseguire la lettura del ciclo con il secondo libro: Eldest, che continua la storia esattamente da dove si era interrotta (e qui non c'era film ad aiutarmi a sapere come sarebbero andate le cose).

In Eldest si scopre il significato delle profezie ricevute da Eragon da parte di Angela e del gatto mannaro Solembum.
Si assiste sia alla crescita di Eragon come cavaliere sia al cambiamento del cugino Roran in seguito all'aggressione al villaggio dove i ragazzi sono cresciuti.

"Colpi di scena" ce ne sono, anche se a pensarci bene il tutto era abbastanza prevedibile fin dal primo libro.

Un po' scomodo, benché necessario, è il saltellare da una parte all'altra nel corso della narrazione, per cui si rischia talvolta di perdersi nel passare da un protagonista e la sua ambientazione all'altro, perdendo forse il filo della storia.

Direi che a questo punto mi finirò di leggere i quattro libri (che avevo preso insieme). 

giovedì
dic152011

Christopher Paolini - Eragon (Kindle)

Dicevo prima: regalo di Natale (in anticipo :P), il Kindle.
E visto che da tempo volevo leggermi i libri di Christopher Paolini, ho approfittato per una piccola "incursione" sul Kindle Store per prendermeli.

Ho finito di leggermi Eragon, di cui avevo visto il film tempo fa (non che me ne ricordassi tantissimo), una storia che già su dvd avevo avuto modo di apprezzare, ma che letta come sempre dà più "soddisfazioni".

Non aver visto il film recentemente mi ha permesso di lasciare più libera la mia immaginazione per quello che riguardava le ambientazioni, i personaggi, ed anche le loro voci.

Leggere su Kindle invece che su carta, come avevo già scritto prima, non è nemmeno un trauma come pensavo, ed il basso peso del Kindle mi ha permesso di riprendere a leggere anche a letto (il peso di alcuni libri rende l'operazione piuttosto scomoda).

Inutile dire che a questo punto continuerò a leggermi la saga (su Kindle), anche perché i miei libri cartacei non sono ancora rimessi veramente in ordine sugli scaffali (traslocati aì, come tutto il resto, ma per ora sono ancora impilati in modo tale per cui trovarli è problematico -.-).

giovedì
dic152011

Amazon Kindle, Mi Converto agli eBook (Bestemmia?)

Forse era una "tragedia" annunciata, forse no.
Ad ogni modo, per questo Natale ho deciso di farmi regalare quello che potrebbe rivelarsi l'inizio di una nuova era per la lettura: il Kindle.

La decisione è stata pilotata soprattutto dal fatto che traslocare i miei libri (un migliaio abbondante) per ritornare dai miei è stato un po' peggio di un inbuco.

Come si sa, pesano (parecchio) e soprattutto occupano uno spazio spropositato (se consideriamo una media di 2.5cm per libro su uno scaffale, 1000 libri sono 25 metri lineari -.-).
Se a questo aggiungiamo che negli anni "buoni" leggo una 50ina di libri, il risultato in termini di spazio occupato è grave, e soprattutto in costante peggioramento.

Ebbene, gli eBook risolvono bellamente questo problema, permettendo di portarsi appresso un migliaio di libri nello spazio di un tascabile.

Altri vantaggi sono i costi (giretto sul Kindle Store conferma il 30% di sconto acquistando in digitale rispetto alle edizioni cartacee), e la possibilità di leggere anche sui mezzi pubblici o alle fermate (dove il tempo di aprire/chiudere il libro e posizionare il segnalibro può fare la differenza), oltre al fatto che il Kindle sta in tasca, pesa pochissimo, e permette quindi anche di ridurre il bagaglio quando si parte.

Insomma, ho fatto il passaggio, e anche se devo ammettere che alcuni autori che apprezzo molto mancano (per ora) da Kindle Store, confido che la mancanza verrà risolta.

mercoledì
nov162011

Alberto Riva - Sete (2011)

Questa estate è stata un periodo letteralmente di merda, e solo ora inizio realmente a riprendermi (forse, almeno per certi versi).
Tornata ormai a vivere con i miei genitori, e con ben poco lavoro, mi sto rimettendo a leggere mentre cerco di mandare cv a destra e a manca e a cercare di ritraslocare indietro.

Sete mi è stato mandato da Mondadori a maggio (è uscito il 31 maggio in libreria), e si tratta di un romanzo/thriller che spazia su tutto il mondo, con epicentro in Brasile

Come si può capire dal titolo, il tema portante è l'acqua, risorsa preziosa in tutto il mondo (in alcune parti molto più che in altre) e che può portare a veri e propri racket nel settore.

A scatenare tutto c'è una cosa chiamata "poliacqua", che rappresenterebbe una vera e propria rivoluzione, anche se si tratta di una mera teoria e non di realtà.

Nonostante questo, numerose sono le persone e le organizzazioni (anche aziende multinazionali) interessate alla poliacqua, anche organizzazioni che operano al limite della legalità.
Ed è proprio questo a causare la morte di tante persone.

Informazioni su Questo Volume:

  • Autore: Alberto Riva
  • Editore: Mondadori
  • Edizione: Speciale non Definitiva
  • Scritto nel: 2011
  • Stampato nel: 2011
  • Pagine: 467 

 

martedì
nov082011

Games Week 2011, io c'ero

 

Il periodo non è dei migliori (il fatto che praticamente questo blog sia abbandonato a se stesso ne è una dimostrazione abbastanza palese), ma tra un casino e l'altro sto cercando di riprendere almeno una parte delle attività.

In primo luogo, saputo della Games Week, ho deciso di andarci, e così sabato pomeriggio, in compagnia di alcuni amici, ho sfidato le intemperie e sono andata in fiera.

Per la "relazione" (a grandi linee) dell'evento rimando al post di domenica su Virtualearn (dove pubblico e cose più "serie", dato che questo resterà blog personale e nient'altro), qui lascio più spazio alle critiche invece...

Una prima critica va allo spazio dedicato alla manifestazione.
Il solo piano inferiore di un padiglione, benché ci fossero forse pochi espositori per garantire la copertura anche di un piano superiore (o di un secondo padiglione), lo spazio tra uno stand e l'altro era sufficientemente ridotto da rendere difficoltoso il passaggio, anche a causa delle code che si formavano per provare i videogiochi in anteprima o per assistere agli eventi organizzati dagli espositori.

Anche lo spazio dedicato ai Tornei era forse messo male.
Dimensioni a posto, sì, ma uno spazio abbastanza nascosto e poco pubblicizzato da mettere in ombra una delle cose a mio parere più interessanti di una manifestazione di questo genere.
Per non parlare degli orari dei tornei, scritti da nessuna parte.

Insomma, si trattava di una "prima volta", quindi anche sparare a zero non è il caso, e spero che l'anno prossimo (se l'esperienza sarà ripetuta) gli spazi saranno più commisurati all'affluenza di visitatori. 

sabato
lug302011

Google+ (che merita una menzione)

Visto che me lo fanno notare, vale la pena di dire due parole anche su Google+.
Si, ci sono.
No, non sto aggiungendo nessuno ai miei "circles".
No, non intendo usarlo assiduamente.

Perché?
Perché leggermi 10 spammoni al giorno non mi va, chiunque mi aggiunga e non sia persona che conosco ed accetto mi invada la mailbox con cose che possono più o meno interessarmi zero, viene bloccato appena ho l'occasione di farlo. 

Google+ merita un piccolo paragone con Facebook, in fondo...

Che, se Facebook richiede che l'amicizia sia reciproca per permettere alle persone di invadere la tua mailbox, Google+ non è così.
La gente può aggiungere senza ritegno alcuno, e segnalare le proprie cazzate a chiunque. 

Aggiunta su Google+ da 500 persone (credo, più o meno), ricevo più comunicazioni di "condivisioni" di quanti inviti ad eventi ricevessi su Facebook da 1944 persone (tra cui politici, aziende con profili personali, che fossi stata furba avrei segnalato per violazione dei ToS, spammer vari ed eventuali).

No, Google+ non mi piace.
Forse sarà meglio dopo che sarò riuscita a bloccare mezzo universo, ma per ora sinceramente ne faccio volentieri a meno.

(se proprio volete segnalarmi qualcosa da ripubblicare da qualche parte, potete usare la posta elettronica, come si è sempre fatto, i Social Network sono "Social" Network, non "Advertising" Network, grazie) 

sabato
lug302011

Ed Anche Quest'Anno, è Andata (male)

Da un'ora e mezza è ormai il 30 Luglio, il 29 è passato, e ormai ho 35 anni.
Che fa tanto Nel mezzo del cammin di nostra vita..., ma poi divento melodrammatica e non va bene.

Che dire dell'ultimo anno?
Che, meglio tardi che mai, credo di aver finalmente imparato la lezione.

Grazie degli auguri, delle mail, dei commenti su Facebook.
Facebook, dove, peraltro, sono passata da 1944 contatti a 533 (in due giorni, mi sono impegnata).
Vivo meglio, adesso, senza illustri sconosciuti che, evidentemente, amano riempire di spam le mailbox altrui (giuro, da quando ho fatto pulizia, basta messaggi idioti).

Ma non importa, Facebook è un discorso a parte, e dopotutto, quanti si sono resi conto che ho mollato tutti i social? 
Veramente pochi, a quanto pare, a parte qualche raro caso.

Quanti si sono resi conto che sono sparita (volutamente, peraltro) dalla circolazione?
Sempre pochi.

Quanti mi hanno chiesto cosa è successo?
Non le persone che mi aspettavo.

E con i 35 anni direi che la smetto di pigliarmi per il culo.
Tutto da rifare, si ricomincia daccapo.

E' un addio?
Il blog resta aperto, ma su Social Network mi sa che farò altre pulizie.

E, come diceva un mio vecchio amico (che amico lo è davvero): In culo al mondo.

(non chiedetemi dettagli, ormai è tardi, questo è davvero un addio ai vecchi "giri", visto cosa ne ho ricavato) 

martedì
mag312011

Stephen King - Carrie (Horror, 1974)

Non so quanto tempo fa, guardando la libreria, ho deciso che dovevo (ri)leggermi tutti i libri di Stephen King...
Finalmente ho deciso di iniziare l'impresa, cercando di andare con ordine.

Ho finito ieri sera Carrie, che non ricordo se avessi già letto in passato o no, e sinceramente ci ho messo un bel po' di tempo a finirlo.

Complice il fatto che quando sono a casa ho altro da fare (sto poco anche al pc, solo di sera riesco a stare più di mezz'ora qui alla tastiera, e complice il fatto che come libro di King un po' delude, alla luce degli altri 50 (circa) libri :P

Certo, non è male, ma per certi versi (ripeto, alla luce di altri libri dello stesso autore) è troppo corto, senza spiegare a sufficienza il "fenomeno", e lasciando punti oscuri che in altri libri dello stesso autore ho visto più espansi.

La trama del libro penso che la conoscano tutti (o quasi), Carrie (Carietta White) è una ragazzina un po' disadattata, presa in giro dai compagni di scuola, con il "potere" della telecinesi, che torna fuori con l'adolescenza e le prime mestruazioni, e che la ragazza utilizza per fini distruttivi.

Vale comunque la pena di leggerlo se si ama Stephen King, per seguire la genesi dell'autore dai primi romanzi agli ultimi e più recenti (su cui cerco comunque di tenermi in pari, per quanto possibile).

Informazioni su Questo Volume: